Il dolore
Pisa, operatore turistico offeso e deriso dai venditori abusivi perché gay
La denuncia di Valeria Antoni, capogruppo Cinque Stelle in consiglio comunale: "Non fatelo sentire solo". Roberto Alberti è molto famoso in città per il suo risciò pittoresco su cui accompagna in turisti in giro per le bellezze di Pisa
PISA. Preso in giro perché gay. Anzi, pure offeso e deriso in modo pesante. Arriva in consiglio comunale la storia di Roberto Alberti, 47 anni, operatore turistico, personaggio conosciuto per il pittoresco risciò con cui fa la spola tra la stazione e Piazza dei Miracoli a beneficio dei turisti che vogliono godersi le bellezze di Pisa commentate dal “Cicerone” che si è inventato un lavoro in tempi di crisi.
Giovedì pomeriggio 9 luglio il capogruppo dei Cinque Stelle, Valeria Antoni, ha letto nel corso dell’assemblea consiliare un documento che mette insieme episodi e amarezze subìte da Alberti. «Roberto è omosessuale dichiarato e non ha nessun problema a dirlo, anzi, è stato uno dei primi a Pisa a rivendicare i diritti gay – ha esordito Antoni –. Ma mentre lui vive bene la sua condizione, ci sono delle persone che invece non la accettano. Queste persone omofobe non sono seguaci di Giovanardi, bensì persone che di discriminazione se ne dovrebbero intendere, a causa del colore della loro pelle. Sto parlando dei venditori abusivi - in genere senegalesi, ma se ne stanno aggiungendo da altri paesi africani - che operano a Pisa. L'attività di queste persone consiste nel vendere abusivamente orologi simil-Rolex e altre ninnolerie a chiunque capiti loro a tiro. La loro insistenza è esasperante e continua. Non accettano il rifiuto e sistematicamente insultano chi, magari scocciato dall'ennesima richiesta di denaro, rifiuta di comprare qualcosa o di regalare un euro». Il capogruppo dei pentastellati è entrata nel merito delle angherie passate da Alberti.
«Da sette mesi sette Roberto è oggetto di insulti, minacce e aggressioni da parte di queste persone, a causa della sua omosessualità – ha proseguito –. Ci ha raccontato aneddoti che mi hanno lasciato a bocca aperta per grettezza e meschinità, come la mamma senegalese che incita i bambini a offendere Roberto, oppure il venditore abusivo che sfottendolo, gli chiede se ha chiamato i carabinieri, certo della sua impunità. Per non parlare degli accerchiamenti, delle offese, dell'impossibilità a lavorare, delle molestie alle turiste sul suo risciò. Il resoconto di Roberto apre scenari inquietanti che , se veri, vanno assolutamente estirpati; è quasi certo, infatti, che una organizzazione di stampo mafioso organizzi i venditori e li disponga sul territorio. Viviamo in una città senza più controllo, con forze dell'ordine impotenti e insufficienti; cittadini che cominciano ad avere paura, zone della città off limits e degrado generalizzato. Roberto ha sporto denuncia - dimostrando un coraggio da vero uomo - ad oggi senza risultato alcuno. Ma quello che è inquietante è che in sette mesi sette nessuna istituzione abbia speso una parola in difesa di Roberto».
Per Valeria Antoni, «la battaglia di Roberto è la battaglia di tutte le persone dabbene , italiani e senegalesi, perché il problema vero è il ripristino della legalità, che non dovrebbe tener conto del colore della pelle, dell'orientamento sessuale o religioso: semplicemente andrebbe applicata, nei suoi diritti e nei suoi doveri. Da ieri Roberto ha sicuramente dei nuovi amici, noi del movimento Cinque Stelle di Pisa. Speriamo di riuscire a farlo sentire meno solo e di risolvere la sua situazione».
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