Il dolore
Il negoziante bengalese chiede più sicurezza
Per i residenti e i commercianti di viale Gramsci il problema maggiore resta la sensazione d'insicurezza. L'esterno dei negozi ubicati sotto i loggiati, in pieno giorno, diventa terra di nessuno;...
Per i residenti e i commercianti di viale Gramsci il problema maggiore resta la sensazione d'insicurezza. L'esterno dei negozi ubicati sotto i loggiati, in pieno giorno, diventa terra di nessuno; mentre all'interno dei locali, per fortuna, difficilmente accadono fatti degni di cronaca. Ogni tanto però la situazione sfugge di mano.
«Non voglio lamentarmi con le istituzioni - racconta il proprietario bengalese di un negozio di souvenir -. Ogni giorno vengo a lavorare senza pensare troppo a ciò che accade fuori dal mio negozio».
Il messaggio è chiaro: «Non sta a noi gestire o risolvere i problemi di ordine pubblico del quartiere - continua il commerciante -. Lavoriamo, paghiamo le tasse e lo Stato ci deve garantire un minimo di sicurezza».
L'ultimo furto, subito non meno di dieci giorni fa, però non lo lascia dormire tranquillo: «Ero in pausa pranzo e al banco avevo lasciato un mio collega. Un gruppetto di male intenzionati è entrato e con la scusa di comprare qualcosa mi ha fatto sparire la borsa. Risultato: al momento sono senza documenti, senza chiavi della macchina e senza cellulare».
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