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Ateneo, via libera del cda all’assunzione di 48 prof ordinari
Una parte potrà essere reclutata dalla graduatoria nazionale L’operazione è resa possibile grazie al bilancio in attivo
PISA. Il cda straordinario dell’Università di Pisa, che si è riunito ieri mattina, ha dato il via libera alla chiamata di 48 professori ordinari, resa possibile grazie agli ottimi risultati di bilancio: proprio il 29 giugno lo stesso consiglio d’amministrazione aveva approvato il consuntivo del 2014, che si era chiuso con un attivo di 16 milioni dopo gli accantonamenti.
La procedura di reclutamento è regolata in molti dettagli dall’articolo 18 della “riforma Gelmini”, alias legge n. 240 del 2010. Il cda ha detto sì ai nuovi ingressi e ne ha calcolato il numero in base ai fondi stanziati: la forchetta sarà da 45 a 48 professori di prima fascia secondo un calcolo complesso di cui si conosceranno gli esiti nei prossimi giorni. Di sicuro c’è l’intenzione di destinare ai vari dipartimenti docenti in modo pressoché uniforme. Le norme stabiliscono che ai fini della chiamata «l’idoneità conseguita ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, è equiparata all’abilitazione»; questo significa che si può attingere dalla cosiddetta “graduatoria nazionale”. Ma è nelle facoltà del cda decidere di aprire un bando apposito e stabilire il numero massimo delle pubblicazioni scientifiche da valutare in un’eventuale valutazione dei titoli curricolari. Già all’inizio dell’anno era stata varata una manovra aggiuntiva da 15 milioni che prevedeva un incremento di circa 230 unità tra docenti e tecnici-amministrativi: per l’estate l’ateneo stimava di poter assumere solo una decina di ordinari a causa dei vincoli di legge (per ogni nuovo ordinario ci vogliono un certo numero di ricercatori e comunque il totale degli ordinari non deve essere maggiore a una percentuale del corpo docente). Adesso sono intervenute tre novità: si sono attenuate le rigidità normative, il numero di studenti continua a crescere (quest’anno di 5 punti percentuali, in controtendenza rispetto al calo generalizzato che si è registrato nel panorama accademico italiano nell’ultimo periodo) e rende necessaria la crescita di professori di tutte le fasce; infine, il bilancio lo consente.
Sul primo punto va ricordato che il blocco del turn over aveva comportato l’invecchiamento dell’età media del corpo docente: con i pensionamenti si cominciava a sentire il bisogno di nuovi professori ordinari. In ogni caso sono già state aperte numerose selezioni anche per i professori di seconda (associati) e terza fascia (ricercatori). Per esempio, sono in scadenza le procedure per la copertura di sette posti di professore associato in alcuni settori scientifici afferenti all’area di Medicina. Ancora, sono in corso le selezioni per l’assunzione di 36 ricercatori a tempo determinato, in genere indicati come “tipo A”. E presto si prevede un cospicuo incremento dei ricercatori di tipo B, posizione migliore dell’altra, perché è una delle porte d’ingresso per diventare professore associato. Il rettore Massimo Augello, ha commentato i risultati di bilancio spiegando che essi rendono possibile la politica espansiva dell’ateneo, che si svilupperà in tutti i campi: risorse umane, valorizzazione del patrimonio e investimenti istituzionali. Sono infatti al via nuovi investimenti immobiliari e l’incremento qualitativo e quantitativo di ricerca, didattica e servizi.
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