Sicurezza
Un quartiere in ostaggio dei balordi
Spaccio di droga alla luce del giorno, litigi in strada, ubriachi molesti: i cittadini tornano a chiedere più controlli
PISA. Ogni giorno è il percorso obbligato per migliaia di turisti, lavoratori, universitari e semplici cittadini. Snodo cruciale, punto di arrivo e partenza, per tutti quelli che giungendo in città da sud, dall’aeroporto Galileo Galilei o dalla stazione centrale vogliono visitare il centro e Piazza dei Miracoli. La zona della stazione centrale è a tutti gli effetti una delle porte d’ingresso di Pisa e da un paio di mesi è ripiombata in una situazione d’emergenza legata a problemi di ordine pubblico e degrado. Vengono da qui le richieste di maggiore presenza di forza pubblica, richieste in aumento; di pari passo con la percezione d’insicurezza di chi ci vive.
Ciò che preoccupa commercianti e residenti della zona che va da Piazza Vittorio Emanuele fino a Piazza della Stazione non è tanto la possibilità di essere oggetto di crimini o la mancanza di regole, quanto più l’assenza di forze dell’ordine per strada atte a fare rispettare la legge. In molti hanno voglia di gridare la propria insofferenza per una situazione al limite dell’esplosivo, in pochi però decidono di lasciare le generalità per paura di ritorsioni.
«Paradossalmente – dice il titolare di un bar sotto le logge – c’è più confusione la mattina ed il pomeriggio che la notte. Qua i primi capannelli di sbandati si formano all’ora di colazione e già per pranzo può accadere di vedere accoltellare qualcuno».
Spostandosi nelle gallerie e nelle vie limitrofe la sensazione di degrado non cambia e pensare che negli anni Ottanta proprio questa era una zona ambita: «Non è uno scherzo – conferma un altro commerciante che preferisce restare anonimo -, fino a non meno di una ventina di anni fa gli esercenti pisani lottavano per un posto o una vetrina in galleria. Ora invece le attività più vecchie hanno chiuso i battenti da tempo e al loro posto sono stati aperti negozi di generi alimentari al ribasso o phone center».
Col passare delle ore scambi sospetti e spaccio non cessano, mentre i gruppetti di sbandati sempre più alticci cercano refrigerio sotto le logge.
«Io non mi faccio troppi problemi, mentre diverse utenti al momento del ritiro del mezzo si sono lamentate – racconta la gestrice del parcheggio del Dopolavoro Ferroviario Alice Panzarini -. Dirò di più, ho perso anche qualche cliente insofferente alla confusione che regna qua attorno. Mi hanno detto che la sera non se la sentivano più di parcheggiare vicino alla stazione e che avrebbero anche pagato tariffe maggiori per evitare questa parte della città. Quattro o cinque volte al giorno le volanti passano, i poliziotti gettano un’occhiata veloce e se ne vanno senza che nulla sia cambiato. Credo che basterebbe una postazione fissa, un po’ come qualche tempo fa, quando con un piccolo presidio permanente la situazione era migliorata notevolmente».
I pisani non restano solo a guardare. «Ho provato a sensibilizzare le diverse istituzioni sull’argomento – spiega Pierluigi Carugini – trovando spesso porte chiuse. Come cittadino non voglio accettare il degrado e pretendo il rispetto della persona, anche della più umile ed in difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
