Il Tirreno

Pisa

per la tutela delle aree protette

Pubblicata la Dichiarazione di Pisa

PISA. Gli uffici del Consiglio d'Europa hanno pubblicato la "Dichiarazione di Pisa", ossia il documento ufficiale che porta a sintesi i lavori del workshop a cui hanno di recente partecipato, nella...

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PISA. Gli uffici del Consiglio d'Europa hanno pubblicato la "Dichiarazione di Pisa", ossia il documento ufficiale che porta a sintesi i lavori del workshop a cui hanno di recente partecipato, nella Tenuta di San Rossore, oltre un centinaio di delegati provenienti da 26 paesi europei.

La città di Pisa sarà così ricordata anche negli anni a venire nel documento ufficiale del Consiglio d'Europa approvato al termine del workshop internazionale organizzato per festeggiare il cinquantesimo anniversario dell'istituzione del Diploma europeo delle aree protette, la "certificazione di qualità" assegnata dal Consiglio d'Europa ad aree protette naturali o semi-naturali d'interesse europeo, capaci di garantire, con i propri strumenti di gestione, un'adeguata conservazione della biodiversità e delle diversità geologiche e paesaggistiche. I temi all'ordine del giorno del seminario, citati espressamente anche del documento, erano incentrati sulla necessità di reagire con risposte innovative e specifiche ai cambiamenti ambientali, sociali e tecnologici in atto e alle sfide del ventunesimo secolo.

La "Dichiarazione di Pisa" è un documento programmatico proveniente "dal basso", alla cui stesura hanno partecipato gli amministratori dei parchi e delle riserve naturali, che sintetizza la visione per il futuro delle aree protette insignite del Diploma europeo, e che individua in particolare alcune specifiche esigenze e raccomandazioni per garantire un miglioramento della loro gestione: una gestione che sia capace di valutare nuovi approcci innovativi insieme alle comunità locali e individuare soluzioni creative vantaggiose per entrambe le parti. Si parte dal ruolo della comunicazione, con un appello affinché siano sviluppate strategie di comunicazione che puntino sulle nuove tecnologie e siano in grado di influenzare positivamente il tessuto politico e i media locali, e dal rafforzamento della cooperazione con il settore privato e la promozione della green economy, che vengono individuati come esempi di strumenti operativi per la gestione partecipata delle aree protette.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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