Proteste
Nessun colpevole per la morte di Ale
Assolto il fidanzato alla guida dell’auto finita contro una Mercedes: «Sbandai perché lei tirò il freno a mano durante una lite»
PISA. Assolto dall’accusa di omicidio colposo per la morte della fidanzata in uno schianto fatale in auto avvenuto la mattina del 19 aprile 2014 sul lungarno D’Annunzio.
Giudicato con il rito abbreviato, Marco Perroni, 21 anni, di Marina di Pisa, è stato assolto dal gup Elsa Iadaresta che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giovanni Porpora.
È stata pronunciata una sentenza ai sensi dell'articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale cui si fa ricorso quando «manca, è insufficiente o contraddittoria la prova». Nel vecchio rito sarebbe stata un’assoluzione per insufficienza di prove.
Per la giustizia non ci sono colpevoli per la fine di Alessandra Palla, 22 anni, studentessa del corso di Scienze infermieristiche a Pisa, residente a San Martino Ulmiano. Il legale della parte civile, l’avvocato Maria Concetta Gugliotta ha annunciato l’impugnazione in appello.
La dinamica. Nella ricostruzione dell’accusa, l’incidente costato la fine alla studentessa sarebbe stato provocato proprio da una sua imprudenza. È la versione del fidanzato Marco Perroni ad essere stata presa per buona nella definizione della responsabilità del sinistro mortale.
Per la Procura Perroni, alla guida della Suzuki, perse il controllo del mezzo quando Alessandra tirò all’improvviso il freno a mano durante un litigio. L'auto si intraversò e venne centrata da una Mercedes Classe B condotta da una donna residente a Pisa.
Perroni non riuscì a evitare lo scontro quando, alle 6,45 di sabato 19 aprile 2014, percorreva il rettilineo da Pisa verso Marina. La coppia aveva passato la serata in compagnia di amici. Agli agenti della polizia disse che stava discutendo con Alessandra. Una lite tra fidanzati che, nel racconto di Marco, si concluse con il gesto riferito dall’automobilista alle forze dell’ordine: la studentessa azionò il freno a mano facendo sbandare l’auto fino all'impatto dall'esito mortale per Alessandra che prima di spirare a Cisanello andò in arresto cardiaco.
I soccorsi. Senza mai riprendere conoscenza, prima fu soccorsa sul posto. Poi la corsa a Cisanello e il decesso verso le 16. Nove ore di speranza in un miracolo che non si avverò.
La vittima. Studentessa universitaria del corso di Scienze infermieristiche a Pisa, Alessandra Palla viveva a San Martino Ulmiano nel comune di San Giuliano Terme e giocava nella Pallavolo Ospedalieri. Sportiva, dinamica, per amiche e familiari era una forza della natura per la vitalità che metteva in ogni attimo della sua esistenza.
«Procura contraddittoria». Nel pomeriggio l'avvocato Maria Concetta Gugliotta a nome dei familiari costuititi parte civile, la madre Gabriella Fanucci, e la nonna, Piera Pardini, ha diffuso una nota in cui dichiara «il forte rammarico per la decisione della Procura la quale una volta chiuse le indagini ed esperite le relative perizie ha formulato l'imputazione ex articolo 589 codice penale ovvero omicidio colposo a carico dell'imputato Perroni e all'opposto con grande sorpresa all'udienza odierna, senza che siano emersi elementi nuovi rispetto alle indagini già esperite, ha chiesto l'assoluzione dello stesso contraddicendo quanto formulato nel capo d'imputazione e motivando la richiesta di assoluzione sulla base delle sole ed uniche dichiarazioni dell'imputato. Il quale ha asserito che a provocare l'incidente è stata la giovane Alessandra azionando il freno a mano per una presunta lite intercorsa tra loro. Alessandro, purtroppo, non potrà mai contestare tale circostanza. Non si è tenuto conto che l'imputato alla guida del veicolo è risultato positivo all'uso di cannabinoidi».
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