Il Tirreno

Pisa

Ex Telecom, l’offerta si ferma a cinque milioni

di Sharon Braithwaite
Ex Telecom, l’offerta si ferma a cinque milioni

Per l’acquisto del palazzo di piazza Facchini si propone solo la Fondazione Pisa Ucic, Sel e grillini: «Ribasso eccessivo rispetto al bando, si rischia una svendita»

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PISA. Si è chiusa da pochi giorni la gara per l’acquisto del palazzo ex Telecom e l’unica offerta pervenuta sarebbe quella della Fondazione Pisa. Ancora infatti dal Comune non sono giunte comunicazioni ufficiali al riguardo. Secondo le indiscrezioni, la cifra offerta sarebbe di 5,2 milioni di euro. L’immobile di piazza Facchini, di proprietà comunale dal 1997, ha un valore stimato di circa 6 milioni. La giunta dovrebbe decidere nella seduta di oggi se accettare formalmente la proposta della Fondazione.

Una città in comune-Prc, Movimento Cinque Stelle e Sel denunciano l’operazione definendola «un tentativo di svendita del patrimonio immobiliare del Comune».

«Il 1° giugno è stato presentato il bando di gara per l’acquisto dell’immobile con scadenza il 23 giugno. Abbiamo chiesto al dirigente Guerrazzi informazioni sui soggetti che avevano presentato offerte e sull’ammontare di tali offerte, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Non è possibile accedere agli atti - afferma Ciccio Auletta, Una città in comune -. In realtà in Comune tutti sanno che l’unica a farsi avanti è stata la Fondazione Pisa che ha presentato un’offerta al ribasso rispetto al bando. L’amministrazione sta agendo in maniera poco trasparente».

Simonetta Ghezzani, capogruppo di Sel, ha presentato una mozione a risposta urgente su questa procedura di alienazione, firmata anche dalle altre opposizioni. «Il consiglio comunale viene esautorato dalle competenze previste dalla legge - spiega Ghezzani -. Nel bando il prezzo base dell’asta è di 6,2milioni di euro e si dice che si “potranno presentare anche offerte che prevedano un ribasso sul prezzo d’asta, che l’amministrazione si riserva di valutare, purché di importo non superiore al 20%”. Quindi, visto l’ammontare dell’offerta e che si prefigurerebbe un danno erariale per i cittadini, chiediamo che sindaco e giunta si impegnino ad affidare al consiglio la scelta di accogliere o meno l’offerta pervenuta».

«La fretta dell’amministrazione fa pensare che questo sia un palese tentativo di svendita del palazzo ex Telecom, ristrutturato di recente per un costo di 5,9 milioni di euro. Gli uffici che ospita saranno trasferiti a Palazzo Mosca e al quarto piano dell’edificio Sesta Porta - aggiunge Elisabetta Zuccaro, M5S -. Una delibera di giunta prevede che questa operazione costerà 6,8 milioni di euro, cifra che servirà per adeguare i nuovi locali. Il consiglio comunale è stato tenuto all’oscuro di tutto: si tratta di un immobile pubblico ed i cittadini hanno il diritto di discuterne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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