Pronto soccorso, si lavora per superare l’emergenza
Dopo il weekend con boom di accessi la situazione sta tornando alla normalità Il direttore Santini: «La struttura paga l’aumento del numero dei pazienti»
PISA. Dopo un weekend di caldo africano e boom di chiamate al 118 e accessi (268 sabato e 255 domenica) all’ospedale di Cisanello, il dottor Massimo Santini, direttore del reparto di medicina d'urgenza e pronto soccorso, difende l’organizzazione dell’unità operativa: «Domenica scorsa il personale medico era numeroso. C’erano cinque medici la mattina e sette nel pomeriggio, come in un qualsiasi giorno feriale. Di norma il turno della domenica è ridotto, perché di solito abbiamo pochi accessi. Forniamo un servizio di alto livello, ma paghiamo il fatto di essere l’unico pronto soccorso che ogni anno registra un forte aumento dei malati».
Santini sottolinea come i cambiamenti introdotti nell’ultimo anno abbiamo migliorato l’organizzazione del pronto soccorso: «Nel 2014 avevamo tutti i giorni una situazione di caos. Per questo abbiamo lavorato per riportare le cose alla normalità. In caso di picco influenzale o di caldo eccezionale può accadere che ci siano tempi di attesa più lunghi del solito – prosegue il direttore -. Ma si tratta di circostanze eccezionali e che avrebbero gli stessi effetti in qualunque altra struttura ospedaliera. I malati che arrivano in queste ore sono quelli che hanno più bisogno di ricovero perché sono pazienti anziani, cronici oppure oncologici».
La situazione nell’edificio numero 31 ieri è tornata alla normalità dopo una domenica di fuoco. «Il ripristino del numero totale dei letti è previsto per martedì (oggi, nda), visto l’arrivo di altri otto infermieri che, per legge, non possono prendere servizio prima delle 14 di martedì (oggi), senza aver prima concluso il corso di formazione sul rischio - continua Santini -. Domenica abbiamo ovviato a questo cercando alcuni infermieri in orario aggiuntivo. Alle 16 abbiamo ripristinato il numero totale dei posti letto e ricoverato tutti i malati».
Il direttore Santini evidenzia ancora una volta che a Cisanello arrivano molti pazienti dell’Area Vasta e risponde alle critiche giunte da più parti: «Non è assolutamente vero che l’Azienda ospedaliera non sa organizzare le cose, anzi ha lavorato e sta lavorando bene. Di pronto soccorso buoni come il nostro ce ne sono pochi. Il problema è che quando il viareggino non trova posto nell’ospedale versiliese, viene qui. Bisognerebbe che tutte le strutture del territorio facessero la loro parte. Ogni anno al nostro pronto soccorso accedono almeno 30.000 persone che non hanno niente a che vedere con Pisa: arrivano da Viareggio, Pontedera, Carrara, Empoli, Lucca e Livorno».
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