Sicurezza
Per l’addizionale Irpef si avvicina l’aumento
Variazione di bilancio: cominciata la discussione nella commissione comunale. L’assessore: allo studio una rimodulazione delle aliquote secondo gli scaglioni
PISA. La manovra del Comune si avvicina. E si porterà dietro un altro aumento di pressione fiscale sui cittadini. L’incremento in fase di studio è quello relativo all’addizionale Irpef. Quanto e come è ancora da capire. Tabelle e tabelline sono nei cassetti dell’assessore al bilancio Andrea Serfogli. La discussione però è cominciata nella quarta commissione consiliare. Tema: prima variazione del bilancio di previsione 2015. Finora il Comune di Pisa ha sempre applicato un’addizionale sul reddito delle persone fisiche con aliquota unica dello 0,2%. Una sorta di vanto (è la più bassa in Toscana) destinata ad essere ridimensionata.
Tagli per 5 milioni. C’è una premessa da fare. La stessa dell’assessore in commissione. Poiché continuano i tagli dei trasferimenti statali agli enti locali, al Comune di Pisa dovrebbero entrare in meno circa 5,5 milioni di euro, anche se la cifra non è ancora ufficiale. Come dire: i soldi da qualche parte devono rientrare se si vogliono mantenere certi livelli di servizi, a determinati costi e riduzioni. Il bilancio di previsione aveva già considerato un minor introito per un milione. Ma con queste stime i milioni mancanti salgono di parecchio. Da qui la scelta di usare un’altra leva fiscale: l’Irpef.
Aliquote a scaglioni. Sull’addizionale Irpef sono state fatte una serie di ipotesi. «Stiamo studiando una rimodulazione delle aliquote secondo gli scaglioni», conferma Serfogli. Questo significa che, molto probabilmente partendo dallo 0,2%, l’addizionale aumenterà al crescere dell’imponibile su cui si applica. Si potrà arrivare fino ad uno 0,8% di addizionale per i redditi più alti, ma non è detto che l’amministrazione comunale voglia toccare tale soglia.
Quota di esenzione. L’intenzione di Palazzo Gambacorti è anche quella di prevedere una «quota di esenzione». Potrebbe coincidere con la prima fascia in cui si calcola l’Irpef, ovvero per redditi compresi tra zero e 15.000 euro. Ma ci sono alcune perplessità e allora il meccanismo potrebbe essere diverso. Un esempio di esenzione può essere preso dal Comune di Padova. L’addizionale non è dovuta se il reddito complessivo determinato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, al netto degli oneri deducibili riconosciuti ai fini di tale imposta, non supera l’importo di 15.000 euro. Se invece il reddito imponibile supera la soglia di esenzione di 15.000 euro l’addizionale è dovuta ed è determinata applicando l’aliquota al reddito imponibile complessivo.
Il gettito. L’addizionale Irpef frutta finora al Comune, con l’aliquota unica dello 0,2%, circa 2,6 milioni di euro all’anno. Secondo una ricerca del Sole 24 Ore, partendo dalle dichiarazioni dei redditi 2013, Pisa è tra i cinque capoluoghi di provincia con l’addizionale più bassa e un gettito pro-capite medio di 60 euro. Padova, per mantenere l’esempio, è la più cara (288 euro). La manovra comunale sarà compiuta probabilmente entro il mese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
