Sicurezza
Il commercio abusivo fa infuriare Tirrenia
Le associazioni di categoria e i negozianti: «Vogliamo legalità»
TIRRENIA. E' ormai diventato il marciapiede della discordia. E in questo periodo i contrasti si accentuano. E' il marciapiede in piazza Belvedere dove ci sono le bancarelle e dove trovano spazio, la sera e nel fine settimana, anche i venditori abusivi. «E' una vergogna» tuona Giulio Garzella, responsabile Confesercenti dell'area pisana. «Va ripristinata la legalità» afferma a sua volta Fabrizio Fontani, presidente di Conflitorale. E i commercianti tirreniesi che hanno le attività dall'altra parte della piazza sono stufi: «A noi viene chiesto di pagare questo e quest'altro, di rispettare ogni norma, mentre a cinquanta metri da noi è terra di nessuno».
Questa parte di Tirrenia è così da vent'anni e l'ultimo piano del commercio venne approvato nel lontano 2001, poi scaduto nel 2004 e non più rinnovato. Una situazione, quella di Tirrenia, che si protrae stancamente senza che venga risolta.
«Ascoltiamo sempre i soliti proclami, le solite dichiarazioni, ma di fatto si parla e basta perché mancano azioni concrete e risolutive - commenta Fabrizio Fontani -. Occorre un piano che prenda in considerazione non soltanto i venditori abusivi, ma anche chi acquista oggetti con false griffe. Vanno ristabilite le regole per tutti al fine di sconfiggere questo fenomeno».
Sul tema della legalità insiste anche Giulio Garzella: «Il rispetto delle norme deve valere per tutti. Si firmano accordi per la sicurezza, ma i risultati concreti mancano. Non c'è una continuità d'interventi».
Il commercio di borse, scarpe, magliette, occhiali, portafogli con false griffe di grandi marche comincia nel fine settimana di primavera per incrementarsi durante la stagione estiva. Nei mesi scorsi un finanziere venne aggredito e picchiato da tre venditori abusivi che gli strapparono la merce che stava mettendo sotto sequestro. Per circa un mese, da piazza Belvedere erano spariti i venditori abusivi che nel tempo hanno poi riconquistato il loro spazio.
Ma, al di là del fenomeno del commercio abusivo, ciò che manca è un progetto complessivo di riqualificazione della piazza Belvedere. Per esempio, da lunghi anni, si parla di realizzare dei bagni pubblici che mancano in una località balneare che si vanta di avere la Bandiera Blu, simbolo, più che dell'acqua cristallina, di infrastrutture e servizi. I tanti venditori (sia regolari che irregolari) si servono dei bagni di bar e stabilimenti balneari, ma anche della vicina pineta. Una situazione sollevata più volte dagli operatori commerciali, ma che l'amministrazione comunale, dopo tutti questi anni, non ha ancora risolto.
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