Il Tirreno

Pisa

sanità

Fino a venti ore d’attesa al pronto soccorso

Sabrina Chiellini
Pazienti in attesa al pronto soccorso di Cisanello
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Pazienti in attesa al pronto soccorso di Cisanello

Disagi per i pazienti lasciati in barella nei corridoi, super lavoro per i medici. All’ospedale di Cisanello mancano i posti letto dopo i tagli fatti per risparmiare

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PISA. Ore e ore nei corridoi del pronto soccorso, in barella e con la flebo. C’è chi ha atteso quindici ore, chi venti. Altri di più. Uniti da uno stesso destino, quello di vedersi assegnare - prima o poi - un posto letto. Ieri mattina, ma è successo altre volte, l’ospedale di Cisanello era al completo. Nessun posto letto disponibile e il personale del pronto soccorso impegnato in una singolare caccia alla barella per liberare il prima possibile le ambulanze e il personale del 118 arrivati con i pazienti dopo un’emergenza. Stare male e avere bisogno di un ricovero può implicare per i cittadini pisani il rischio di una stressante attesa nei corridoi insieme ad altri ammalati con parenti al seguito, in ansia per i loro familiari.

Alle 11.20 di una domenica estiva, con temperature a 40 gradi - ma le difficoltà sono dovute ai tagli della spesa e non tanto al caldo africano - e tre codici rossi da seguire, ci sono 33 cittadini in attesa di essere visitati e altri 27 “parcheggiati” nei corridoi, in vista di un ricovero che potrà esserci solo se i reparti daranno la disponibilità di letti che non hanno. Nonostante l’alta affluenza e l’enorme molte di lavoro che spetta al personale del pronto soccorso, c’è un silenzio quasi di rassegnazione. Ormai tutti sanno che occorre munirsi di una buona dose di pazienza quando si trovano a varcare - e non per piacere - la soglia del pronto soccorso. C’è da fare la fila all’accettazione, stessa storia al triage. «Se non è urgente, lasci perdere...», può capitare di sentirsi consigliare. Davanti all’ingresso del Deu c’è un “pienone” di ambulanze: aspettano di chiudere il servizio portando via anche la... barella. «Siamo qui da mezzanotte di sabato – dicono due coniugi di Santa Luce, Franco e Rita Garbui – ci hanno detto che non c’è altra soluzione che attendere qui nel corridoio, su una barella, perché non ci sono posti letto nei reparti di Medicina. Per cui siamo qui: il personale è stato gentile, non ci possiamo lamentare per l’assistenza. Pare però che con i tagli imposti alla sanità non ci siano posti per nuovi ricoveri».

Patrizia Tonarelli, di Pisa, ha accompagnato con il marito la figlia che dovrà essere ricoverata. «Siamo arrivati alle 18 – racconta la donna – fin dall’inizio abbiamo capito che sarebbe stata dura. Mia figlia è stata visitata alle 3 di notte e poi ci hanno accompagnato in un ambulatorio dove abbiamo trascorso la notte con mia figlia sulla barella. Per carità ha avuto tutte le cure necessarie ma stamani (ieri per chi legge, ndr) ci hanno spostato nel corridoio in quanto l’ambulatorio era necessario per le visite. Siamo qui con le borse per terra ad aspettare. Non è proprio il massimo».

Medici e infermieri corrono da una parte all’altra, ma è chiaro che viene richiesto loro un lavoro superiore alla normalità. È da quando - l’anno scorso - il governatore della Toscana, Enrico Rossi, criticò su Facebook il pronto soccorso di Cisanello – «È il peggiore di tutti», scrisse - che nell’ospedale pisano non si lavorava in condizioni di emergenza come quelle di ieri. Dopo le critiche di Rossi, infatti, l’Azienda ospedaliera era corsa ai ripari con nuove assunzioni di personale e i disagi erano stati in parte superati. Ma, fanno capire gli operatori, lentamente, passata la tempesta mediatica, la situazione è tornata sui vecchi binari e i posti letto, tagliati per risparmiare, mancano oggi come un anno fa.
 

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