Il Tirreno

Pisa

Caos per la sosta, la rabbia della gente

di Valentina Villa
Caos per la sosta, la rabbia della gente

Proteste di residenti e bagnanti. Il parcheggio scambiatore servito da una navetta è rimasto praticamente vuoto per ore

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MARINA. Parcheggio a pagamento sì o parcheggio a pagamento no? Questo è stato il dilemma di chi è andato a Marina di Pisa il primo giorno ufficiale di strisce blu. Un grande caos misto a rabbia e rassegnazione ha regnato per tutta la mattina. Il parcheggio scambiatore in viale D’Annunzio, servito da una navetta, è rimasto praticamente deserto per ore. Piazza Viviani, che ci si aspettava dovesse essere chiusa, era invece piena.

«Noi siamo arrivati alle 9 – ha detto una coppia di ragazzi che stavano lasciando la spiaggia libera – e abbiamo parcheggiato in piazza perché non c’erano recinzioni né divieti e circa 50 auto già posteggiate. Non sapevamo delle strisce blu perché non veniamo spesso, ma ora la voglia di venire nel fine settimana un po’ passa anche se 4 euro non sono tantissimi».

«Domani mi metterò una maglietta con scritto “Non so nulla del parcheggio” – spiega Andrea Borelli del bar “Il Pirata” vicino a piazza Viviani – In poche ore sono entrate decine e decine di persone a chiedermi informazioni su dove parcheggiare e su come pagare, ma io non ho potuto dire niente di certo: la piazza è aperta e sarebbe dovuta essere chiusa, i vigili a fare le multe non li ho ancora visti, in più le macchinette nella notte sono state “siliconate” e quindi la gente è andata tutta a parcheggiare in piazza. Davanti ai tavolini del mio bar hanno messo le strisce blu e fino ad ora non ci aveva mai parcheggiato nessuno, in questo modo si toglie la vista del mare ai miei clienti».

C’è chi, invece, ha deciso di cambiare abitudini ed ha preferito lasciare l’auto a casa e prendere lo scooter proprio per non dover pagare. «Se devo pagare per l’auto – ha detto una signora arrabbiata – allora mi porterò i panini da casa, così so anche cosa mangio. Prima di farci pagare la sosta, era meglio se avessero aggiustato i marciapiedi. Comunque, io preferisco venire durante la settimana quando la sosta è gratis».

La gente si è trovata in difficoltà anche per pagare, perché sprovvista di spiccioli: i parcometri non accettano banconote. Da qui la corsa agli esercizi aperti per avere le monete. «Le ho già finite - ha spiegato una ristoratrice - Non ho pensato di procurarmi rotolini da 50 cent».

Persino i venditori che si riposavano all’ombra sono stati interpellati dagli automobilisti per cambiare i soldi.

Anche Maurizio Pieroni, titolare del circolo sportivo davanti al porto, ma residente a Barbaricina, si lamenta: «Ho pagato 80 euro a macchina, perché non ci sono agevolazioni per noi. E va bene. Ma adesso la gente ammucchia le auto dove non si paga, anche dove è recintato e non si potrebbe entrare. Potevo farlo anch’io! Perché ci devono essere i furbi e gli scemi? I vigili mi hanno risposto che non possono intervenire perché è proprietà privata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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