Il Tirreno

Pisa

Adolescenti al lavoro all’Emporio Caritas

Un gruppo di ragazzi ha scelto di fare un’esperienza di servizio, alla fine l’incontro con il vescovo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Tutti in cerchio nella sala riunioni, quella a fianco dell'Emporio che ospita anche il patronato Acli a servizio di chi vive al Cep. Cinque arrivano dalla parrocchia di Tirrenia e sei dalle comunità per minori gestite dalla cooperativa sociale "Il Simbolo", mentre i rimanenti otto sono parenti e amici dei precedenti o semplici curiosi attirati dall'esperienza: tutti giovani fra i 13 e i 19 anni che per tre giorni, da mercoledi 1° a venerdi 3, hanno deciso di fare un'esperienza di servizio e conoscenza degli altri, in particolare dei più poveri. Lo hanno fatto nel magazzino della "Cittadella della Solidarietà", lo speciale supermercato della Caritas che in un anno ha offerto sostegno a circa trecento famiglie; all'asilo notturno di "Progetto Homeless" a Porta a Mare, nella Golena d'Arno del Cep a curare l'orto affidato alle mani dei "Volontari di Quartiere", l'associazione composta da residenti e senza dimora abituali frequentatori dell'asilo notturno di Porta a Mare. È il momento della verifica e del confronto finale.

«La verità? Mi sono divertita parecchio, ma ieri nell'orto è stata davvero dura: alla fine ero stanchissima», racconta Ilaria. «La cosa più bella è aver imparato che si può star bene insieme, facendo qualcosa di utile e imparando gli uni dagli altri: lo leggi e lo senti dire, ma quando ti capita è diverso» aggiunge Irene. Mentre Laura ringrazia soprattutto il gruppo degli animatori perché «aiutare ragazzi, come noi, a crescere in modo così piacevole, non è cosa semplice». E Giulia riesce pure a trovare il pelo nell'uovo: "Non ci fosse stato da alzarsi così presto al mattino, sarebbe stato tutto perfetto".

Si ride e si scherza alla "Cittadella della Solidarietà" ed uno dei più divertiti è l'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, seduto in cerchio con i ragazzi, che ascolta, ride e scherza. Facendosi serio solo per qualche minuto nel finale: «Avete imparato, probabilmente, che la bellezza e la felicità costano non perché si debba mettere mano al portafogli ma in quanto chiedono tanto e impegno e cura, ma la gratificazione che si prova nell'ammirarla e nel viverla ripagano della fatica fatta - spiega l'arcivesovo -. È un po' come quando si percorrere un sentiero di montagna: bisogna guardare dove si mettono i piedi e salire è faticoso, ma salendo in alto il panorama si fa di metro in metro sempre più bello. Ecco, se posso permettermi, vi auguro di sudare sempre un po' per raggiungere i vostri obiettivi perché il sudore della fronte aiuta a dare valore alle cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web