Gioco
Adolescenti al lavoro all’Emporio Caritas
Un gruppo di ragazzi ha scelto di fare un’esperienza di servizio, alla fine l’incontro con il vescovo
PISA. Tutti in cerchio nella sala riunioni, quella a fianco dell'Emporio che ospita anche il patronato Acli a servizio di chi vive al Cep. Cinque arrivano dalla parrocchia di Tirrenia e sei dalle comunità per minori gestite dalla cooperativa sociale "Il Simbolo", mentre i rimanenti otto sono parenti e amici dei precedenti o semplici curiosi attirati dall'esperienza: tutti giovani fra i 13 e i 19 anni che per tre giorni, da mercoledi 1° a venerdi 3, hanno deciso di fare un'esperienza di servizio e conoscenza degli altri, in particolare dei più poveri. Lo hanno fatto nel magazzino della "Cittadella della Solidarietà", lo speciale supermercato della Caritas che in un anno ha offerto sostegno a circa trecento famiglie; all'asilo notturno di "Progetto Homeless" a Porta a Mare, nella Golena d'Arno del Cep a curare l'orto affidato alle mani dei "Volontari di Quartiere", l'associazione composta da residenti e senza dimora abituali frequentatori dell'asilo notturno di Porta a Mare. È il momento della verifica e del confronto finale.
«La verità? Mi sono divertita parecchio, ma ieri nell'orto è stata davvero dura: alla fine ero stanchissima», racconta Ilaria. «La cosa più bella è aver imparato che si può star bene insieme, facendo qualcosa di utile e imparando gli uni dagli altri: lo leggi e lo senti dire, ma quando ti capita è diverso» aggiunge Irene. Mentre Laura ringrazia soprattutto il gruppo degli animatori perché «aiutare ragazzi, come noi, a crescere in modo così piacevole, non è cosa semplice». E Giulia riesce pure a trovare il pelo nell'uovo: "Non ci fosse stato da alzarsi così presto al mattino, sarebbe stato tutto perfetto".
Si ride e si scherza alla "Cittadella della Solidarietà" ed uno dei più divertiti è l'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, seduto in cerchio con i ragazzi, che ascolta, ride e scherza. Facendosi serio solo per qualche minuto nel finale: «Avete imparato, probabilmente, che la bellezza e la felicità costano non perché si debba mettere mano al portafogli ma in quanto chiedono tanto e impegno e cura, ma la gratificazione che si prova nell'ammirarla e nel viverla ripagano della fatica fatta - spiega l'arcivesovo -. È un po' come quando si percorrere un sentiero di montagna: bisogna guardare dove si mettono i piedi e salire è faticoso, ma salendo in alto il panorama si fa di metro in metro sempre più bello. Ecco, se posso permettermi, vi auguro di sudare sempre un po' per raggiungere i vostri obiettivi perché il sudore della fronte aiuta a dare valore alle cose».
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