Il Tirreno

Pisa

Saranno assunti 50 docenti

di Gianluca Campanella
Saranno assunti 50 docenti

L’8 luglio il consiglio d’amministrazione deciderà le modalità della chiamata

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PISA. Nel consiglio d’amministrazione straordinario previsto per mercoledì prossimo, saranno definite le modalità di chiamata di 50 nuovi professori ordinari all’Università di Pisa.

La mega campagna di assunzioni è resa possibile dai risultati molto positivi del bilancio accademico 2014, approvato lunedì scorso sempre dal cda, che vede un avanzo di 16 milioni al netto degli accantonamenti.

Manovra di febbraio. Già all’inizio dell’anno era stata varata una manovra aggiuntiva da 15 milioni che prevedeva un incremento di circa 230 unità tra docenti e tecnici-amministrativi: per l’estate l’Ateneo stimava di poter assumere solo una decina di ordinari a causa dei vincoli di legge (per ogni nuovo ordinario ci vogliono un certo numero di ricercatori e comunque il totale degli ordinari non deve essere maggiore a una percentuale del corpo docente). Adesso sono intervenute tre novità: si sono attenuate le rigidità normative, il numero di studenti giustifica questa infornata e il bilancio lo consente. Sul primo punto va spiegato che non si tratta di una corsa alla promozione, ma resta l’attenzione verso tutte le fasce in cui è suddivisa la docenza accademica: tanto è vero che si prevede un cospicuo incremento dei ricercatori di tipo B, posizione migliore di quella di tipo A, perché è una delle porte d’ingresso per diventare professore associato. Inoltre il blocco del turn over aveva comportato l’invecchiamento dell’età media del corpo docente: con i pensionamenti (e qui siamo al secondo punto) si cominciava a sentire il bisogno di nuovi professori ordinari, visto che gli studenti all’Università di Pisa continuano ad aumentare, quest’anno di 5 punti percentuali, in controtendenza rispetto al calo generalizzato che si è registrato nel panorama accademico italiano nell’ultimo periodo.

Super bilancio. Ultima novità, un bilancio consuntivo dell’esercizio precedente, che a febbraio si intuiva già in salute, ma non aveva ancora mostrato le sue potenzialità. Il conto finale è di 35 milioni di avanzo prima degli accantonamenti. Per legge una parte va messa in sicurezza in fondi quali la svalutazione crediti e i rischi di contenzioso. L’Ateneo ha messo da parte una quantità superiore a quella obbligatoria, tanto che il rettore Massimo Augello parla di «sfacciata politica di prudenza volontaria che garantisce serenità alle amministrazioni future». Solo per fare un esempio, sono state accantonate cifre che coprono la quasi totalità del valore di tutti i contenziosi: nella malaugurata ipotesi che l’Università perdesse tutte le cause in corso (capita a tutti gli enti pubblici di subire ricorsi), ci sarebbero i soldi per pagare i querelanti e il bilancio non se ne “accorgerebbe”. Ancora, è di strettissima attualità il blocco degli arretrati dei docenti: un capitolo apposito è stato dedicato tra gli accantonamenti per coprire l’eventuale spesa, qualora l’amministrazione pisana (come tutte le altre) fosse costretta a versare fino all’ultimo centesimo.

Qualche numero. Sono nel complesso 71 milioni i fondi accantonati negli anni dall’Ateneo e solo nel bilancio 2014 ne sono stati previsti 12 milioni in più che nell’anno precedente. La crescita è equilibrata su tutti i settori, cioè vanno bene sia la parte degli immobili che quella dei crediti. Si ricorda che da un paio d’anni il sistema di bilancio è passato dal modello eco-finanziario a quello eco-patrimoniale e quest’ultimo strumento consente una fotografia dello stato di salute più fedele rispetto alla situazione reale. L’utile finale del 2014 è doppio rispetto a quello del 2013 (sale da 8 a 16 milioni). Infine tutto questo è stato raggiunto in autofinanziamento, nonostante il calo dei fondi ministeriali (l’Ffo, finanziamento ordinario, è sceso di 3 milioni) e a una lieve riduzione delle tasse pagate dagli iscritti all’Università (700.000 euro circa) dovuta al maggior numero di esenzioni dal pagamento dei contributi.

Decisioni future. Con questa serie di buone notizie (Augello riporta le «espressioni laudative dei revisori dei conti») bisogna decidere come utilizzare l’utile. La politica espansiva dell’Ateneo si svilupperà in tutti i campi. Sulle risorse umane si è detto e sul piano della valorizzazione del patrimonio ne parliamo in un articolo a lato. Infine gli investimenti istituzionali. L’Università intende aumentare e migliorare ancora di più la ricerca, la didattica e i servizi: solo per restare al primo settore, sono già stati distribuiti e saranno presto riproposti finanziamenti per Progetti di ricerca di Ateneo e per l’acquisto di grandi attrezzature. Ancora, si punterà sempre più sull’internazionalizzazione con dottorati in inglese e nuovi master. In cantiere c’è perfino un “Master internazionale in logistica dei trasporti”, che sarebbe un inedito nel panorama italiano. Per raggiungere questo obiettivo sono in corso i primi contatti tra l’Università e una società presente in Toscana e leader nel settore dei trasporti a livello mondiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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