Il dolore
Rumore in centro e proteste: «Troppo permissive le norme in arrivo»
Il Comune sta per approvare il regolamento acustico. I comitati dei residenti: «Servono più paletti a nostra tutela»
PISA. Il rumore nel centro storico? Per la bozza del regolamento acustico del Comune è tollerabile «un martello pneumatico in azione di notte se a farlo è Sting». E’ la posizione dei comitati la Cittadella, Santa Maria e Mezzogiorno che criticano fortemente la bozza del regolamento acustico la cui approvazione è prevista per la prossima settimana: ampia possibilità di deroghe e pochi paletti, ad esempio, all’inquinamento acustico che porta con sé la “mala movida”.
Decibel e sanzioni. Secondo i comitati di quartiere (che il 7 luglio costituiranno un coordinamento), il regolamento prevede la possibilità di immissione acustica elevatissima, fino a 90 decibel in caso di eventi particolari o concerti di alta qualità. «Un martello pneumatico ad un metro di distanza emette un rumore di 100 decibel», sottolineano. E le possibili sanzioni? «La prima è di 300 euro - dice Marco Nuti del comitato La Cittadella -, la seconda è di 500 euro, la terza di mille e così via. Non è prevista nessuna sospensione dell’esercizio commerciale e tenete conto che sanzionare un esercizio pubblico è cosa alquanto complicata».
Distanza tra fonti sonore. Le critiche mosse dai comitati riguardano anche la distanza tra due fonti sonore come ad esempio spazi per concerti, locali e pub che decidano di fare intrattenimento musicale. «Secondo la bozza del regolamento, tra un locale che faccia un evento sonoro musicale ed un altro ci devono essere solo 50 metri di distanza», dicono dai comitati. «E basta segnare sulla cartina del centro storico con un cerchietto i 75 locali - dice Anthony Mancini - perché la mappa riveli che non solo viene lasciata inalterata la situazione insopportabile degli ultimi anni, ma viene peggiorata con la possibilità di fare oltre 1400 eventi musicali l’anno in deroga». Sulla materia hanno competenze Arpat e Asl 5. «La zonizzazione acustica - dicono dai comitati - già in vigore prevede ad esempio nelle ore notturne standard di immissioni acustiche pari a 40-45-50 decibel massimo».
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Il metodo. Nuti muove critiche e suggerimenti anche sulla metodologia adottata per redigere la bozza. «Non esiste a livello nazionale un regolamento acustico perché ogni città è diversa dalle altre - dice Nuti - e Pisa è fatta di viuzze e piazzette medievali, ma per questo regolamento non si è tenuto conto dell’architettura, della conformazione del centro storico, bensì si sono applicati degli standard che sono mutuati dal codice della strada». E Piazza Gambacorti, aggiungono, non è proprio un piazzola di sosta dell’autostrada. «L’inquinamento acustico che si ha nel centro storico - dicono Mancini e Nuti - è dovuto alle persone che a centinaia stanno nelle viuzze fino all’alba a bere. Il rumore, proprio per l’architettura del centro storico, si amplifica come in una galleria andando verso i piani alti delle case».
Le richieste. Nuti e Mancini non sono per la chiusura dei locali, ma si battono per tutelare la salute di tutti i cittadini. «Firenze e Bologna - concludono Nuti e Mancini - hanno messo dei paletti al fenomeno del rumore notturno con regolamenti ed ordinanze, a Pisa non sembra ci sia alcuna volontà politica di farlo».
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