Il Tirreno

Pisa

Ascensore “scivolato” sopralluogo sulle cause

di Pietro Barghigiani
Ascensore “scivolato” sopralluogo sulle cause

Appuntamento per tecnici Asl, vigili del fuoco e operatori della manutenzione Il titolare della ditta: «Mai avuto problemi, denuncio chi dice il contrario»

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PISA. Un sopralluogo congiunto tra tecnici di vigili del fuoco, Asl e ditta Etruria Servizi Ascensori Srl verrà eseguito nei prossimi giorni sull’impianto dell’ascensore dell’edificio 30, ingresso L, all’interno dell’ospedale di Cisanello.

Obiettivo del controllo: appurare la causa che ha provocato lo “sballottamento” della cabina giovedì intorno alle 10,15 con relative lesioni per due magazzinieri della Manutencoop presenti all’interno.

L’inchiesta. Sull’incidente la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per lesioni colpose.

Per la tipologia di reato si procede a querela di parte come avvenuto per l’episodio accaduto la mattina del 20 giugno in un condominio di via Landi. In quel caso il bilancio fu molto più grave con tre persone con le gambe fratturate, una delle quali, una pensionata di 85 anni, costretta a sottoporsi a 3 operazioni a un femore.

È andata meglio a Walter Manetti, di Marina di Pisa, magazziniere Manutencoop e al collega, Matteo Cazzarotto, di Caprona. Il primo ha avuto 7 giorni per una contusione alla gamba destra dove ha una protesi, il secondo 15 giorni per un colpo di frusta con interessamento delle vertebre cervicali.

«Con il mio collega ero al piano terra – ha ricordato Manetti subito dopo lo schianto –. Ho premuto il pulsante per salire al secondo piano. Dopo qualche secondo l'ascensore si è fermato. Allora ho premuto di nuovo come avevo già fatto in passato in situazioni simili. A quel punto siamo andati giù all'improvviso per almeno un metro».

Le cause. Il punto su cui fare luce sono le cause dello scivolamento improvviso della cabina che, in fase di ascesa, è andata giù di botto per oltre un metro.

Il sopralluogo dei tecnici servirà a definire una dinamica che al momento resta nell’alveo delle supposizioni.

Un elemento utile alle indagini è rappresentato dalla scheda madre che, all’interno del sistema elettronico dell’impianto, registra le principali anomalie.

Sulla sicurezza delle strutture l’azienda ospedaliera precisare che «tutti e 168 gli impianti dell'ospedale (120 a Cisanello e 48 al Santa Chiara) sono controllati a norma di legge con cadenza biennale, da parte dell'ente verificatore, e semestrale da parte del manutentore».

La presa di posizione dell’ospedale arriva a rassicurare personale, pazienti e familiari dei degenti che usano gli ascensori dopo le voci di presunti malfunzionamenti.

«Mai stati problemi». Chi freme per dimostrare che gli impianti non sono insicuri è il titolare della Etruria Servizi Ascensori di Cascina, Giovanni Malatesti.

«Ora controlliamo gli impianti, poi inizieremo a fare denunce – esordisce –. Ci stanno diffamando e questo non è tollerabile. Lavoro in questo settore da decenni. La mia azienda gestisce da anni la manutenzione di 7 ospedali. Chi dice che ci sono stati guasti frequenti dovrà dimostrarlo».

L’imprenditore confida nei ricorrenti verbali di manutenzione e sulle verifiche semestrali per dare conto, alla luce del sole, dell’affidabilità del suo lavoro.

«Vuole sapere perché in ospedale gli ascensori si fermano? – è la domanda il titolare dell’azienda al cronista –. Nel 95 per cento dei casi i carrelli o i letti toccano le porte. A quel punto l’ascensore si blocca. Ma poi riparte senza tante complicazioni».

Malatesti fornisce anche un dato che dà il termometro delle richieste di aiuto per i guasti sui 168 ascensori suddivisi tra Santa Chiara e Cisanello.

«Negli ultimi sei mesi abbiamo fatto interventi per un valore di neanche 3.000 euro – chiarisce –. Un’inezia. Questo vuol dire che gli impianti funzionano. Aspettiamo il controllo e il dissequestro. Poi partiremo con le richieste danni a chi ci diffama».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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