Il Tirreno

Pisa

Il porto alla foce dell’Arno nel posto più bello del mondo

di Gianluca Campanella
Il porto alla foce dell’Arno nel posto più bello del mondo

I marinesi (e non solo) considerano magico questo luogo: l’arrivo delle barche avrebbe potuto rovinarlo, invece ha finito per farlo conoscere ancora di più

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una famosa pubblicità televisiva del 1993 (che possiamo citare perché il prodotto è uscito dal mercato italiano qualche anno dopo) recitava: «Ma con tutto lo yogurt che c’è, c’era proprio bisogno di Yoplait?». La risposta sottintesa era: «Sì». Per Marina e il suo porto - oggi la foto è in regalo con “Il Tirreno” - vale la stessa domanda: c’era proprio bisogno di un altro luogo dove far attraccare le barche? Assolutamente sì. Marina senza porto è come un amore senza baci.

Sentimento vero. Un marinese su due ha pronunciato almeno una volta nella sua vita: «La foce dell’Arno è il posto più bello del mondo!». Un sentimento sincero che, con l’avvento dei primi cellulari capaci di scattare foto, è diventato anche un’icona distintiva: c’è chi ha la foto della figlia o della moglie come salvaschermo; mentre tanti marinesi hanno i retoni al tramonto, roba da brividi alla schiena. L’arrivo del porto poteva costituire un rischio: il profilo delle barche, con tutte quelle antenne e radar, avrebbe rovinato la magia e la liturgia antica dei retoni? Dubbio legittimo, a maggior ragione se si considera che per la costruzione dello scalo marittimo è stato necessario abbattere alcune delle caratteristiche costruzioni in legno da sempre utilizzate per la pesca a Boccadarno.

Integrazione perfetta. Invece tutto è filato liscio e oggi la passeggiata che si gusta dal porto se non è «il posto più bello del mondo» ci va molto vicino: la foce, il mare, le Alpi Apuane, il Parco (con il Gombo) e Marina. Andarci d’inverno o di notte rende tutto ancora più affascinante, perché condisce il panorama con un pizzico di malinconia. Uno solo, infatti, ha detto che «la bellezza ci può trafiggere come un dolore» (Thomas Mann); ma tanti sostengono il contrario, cioè che nella nostalgia e simili c’è sempre una componente di piacere (e speriamo non crei dipendenza). L’operazione simpatia realizzata dal porto si è completata anche grazie a un’arma insolita per gli italici vizi: se n’è parlato per decenni, ma quando si è deciso di fare sul serio, i tempi sono stati da record. La prima pietra è stata posta dal sindaco Marco Filippeschi il 26 aprile 2010, l’inaugurazione c’è stata il 30 giugno 2013.

Canale 74. Due dettagli spiegano più d’ogni altro esempio: lungo la banchina c’è un cordolo che separa l’aiuola costituito da tanti piccoli cubi con incise lettere e fra queste una citazione tratta dall’Alcyone di Gabriele D’Annunzio, che molte parole dedicò a Marina. Mentre ovunque si legge la frequenza del Vhf per parlare con gli uomini che regolano l’ingresso delle barche: canale 74. Passato e futuro, bellezza e concretezza, retoni e tecnologia.

Un po’ di storia. Le prime abitazioni compaiono a Marina a metà Ottocento e l’insediamento inizia a popolarsi a fine secolo. A inizio Novecento la strada d’ingresso a Marina era sterrata e affiancata dalle rotaie del trammino e dai pini. I primi pescatori giunsero con le loro barche a vela dall’Adriatico ai primi del Novecento. L’approdo dei pescherecci era una bilancia in paglia intrecciata presso la foce. Remo Bullo fu il pioniere della pesca, stabilitosi a Marina nel 1901 con la sua barca battezzata da D’Annunzio col nome Nunzia. Il porto nasce sui ruderi dell’ex fabbrica Motofides in quel luogo che per i marinesi è il “Cantiere”. L’edificio esagonale costruito al centro dei moli rievoca un fortino fatto costruire dai Granduchi nel 1761 per difendere la costa e demolita nel 1931 per far posto alla Cmasa, altra fabbrica di macchine volanti rimasta nell’immaginazione collettiva.

Morale. Hanno cercato per un secolo la felicità guardando il cielo, quando ce l’avevano sotto i piedi. La sintesi perfetta è il gabbiano, non a caso a Marina animale quasi venerato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web