Italia
Gioco , il carrello è da rifare
Dopo i combattimenti sul ponte di Mezzo, scoppiano la polemiche per la scarsa manutenzione
PISA. Mai come quest’anno il Gioco del ponte ha avuto come protagonista assoluto il carrello. A partire dalla pedana, il cui spostamento ha fatto perdere un’ora a tutta la manifestazione, fino alle condizioni dello stesso carrello che ad esempio non ha retto al combattimento tra Sant’Antonio e San Francesco con successiva rottura della bandierina a fine corsa. Da qui le successive prese di posizione sulla necessità di intervenire anche sulla manutenzione dello stesso carrello. Tutto questo in attesa che si riunisca il Consiglio degli Anziani per cercare proposte per lo snellimento della manifestazione.
«Lo scaricabarile innescatosi dopo il caos della serata del Gioco – attacca il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Giovanni Garzella, tra l’altro anche consigliere anziano - ha scatenato moltissimi soggetti interessati con accuse reciproche. È di queste ore la voce che il carrello sarebbe obsoleto e da rifare. Se è vero, è da chiedersi se è stata l'usura del Gioco di sabato o se già era tale. Per questo motivo – insiste Garzella - nel chiedere una immediata verifica strutturale, ho promosso una interpellanza al fine di sapere in particolare, tra le altre cose, a quando risale l'ultimo collaudo del carrello, in che stato sia e quanto sia stato speso negli ultimi cinque anni per la manutenzione».
A Garzella fanno eco i Cobas Pubblico Impiego: «Pochi sanno che il carrello del Gioco non ha manutenzione da anni, abbandonato sotto una tettoia. Lo stesso discorso vale per le armature e i vestiti. Sullo stato del carrello pare che esista una relazione della ditta incaricata del montaggio che attesta la necessità di cambiare la intera struttura – scrivono ancora i Cobas -. Per quanto riguarda i costumi, il sindaco sa bene che da anni non esiste una officina e una sartoria perché il dirigente non ha voluto spendere poche migliaia di euro per la messa a norma degli impianti. Le conseguenze non potevano che essere disastrose come attesta lo stato dei vestiti e delle armature».
Ma in questa edizione vinta da Tramontana, c’è stato anche un curioso ricorso storico legato alla pedana. Sabato sono stati i Satiri a scatenare la polemica per le tavole sulle quali il trattamento antiscivolo era inadeguato. Gli stessi Satiri che negli anni Ottanta portarono l’amministrazione comunale all’introduzione dell’antiscivolo. Nelle prime edizioni del Gioco, la pedana era di semplice legno con un trattamento di catrame per evitare l’umidità. La spinta era di spalla e non prevedeva quasi mai possibilità di recupero una volta indietreggiati. La prima vera rivoluzione dell’era moderna della manifestazione fu introdotta da Ivano Del Bianco, detto Attila, capitano proprio dei Satiri con la spinta di schiena che ora tutti utilizzano. Ed il risultato fu perentorio con il primo 6 a 0 di Tramontana.
Per rendere ancora più incisiva la spinta si pensò di dotare le scarpe di una suola in carta vetrata; idea però che risultò controproducente in quanto con il catrame della pedana i combattenti scivolavano ancora di più. Da qui la decisione di passare all’antiscivolo, utilizzando i trattamenti che si trovano sulle barche.
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