Attenzione
Oggi i candidati per il cda parte la corsa al rettore
Iniziata la campagna elettorale che fra un anno porterà al successore di Augello Nel frattempo si rinnovano tutti gli organi accademici e spuntano i primi nomi
PISA. È ufficialmente cominciata la campagna elettorale che da qui a un anno porterà sul gradino più alto dell’organigramma accademico il nuovo rettore dell’Università di Pisa. Infatti sono da poco chiusi i termini per candidarsi al consiglio d’amministrazione (per il personale tecnico amministrativo) mentre scadono oggi alle 17 quelli per i docenti. Vediamo dopo i motivi del disallineamento tra le due componenti. Prima è importante capire la relazione tra i due eventi.
Innanzi tutto il legame è temporale: a causa di scadenze naturali, riforme varie (Gelmini in primis) e norme transitorie delle stesse, nei prossimi mesi l’ateneo vivrà quello che nessuno esita a chiamare “ingorgo istituzionale”: andranno a rinnovarsi tutti gli organi più importanti e ogni passaggio in qualche modo determina e/o è influenzato dall’altro. Il secondo motivo è politico: il cda con la legge Gelmini è diventato il vero motore di un’università, prendendo funzioni che prima erano prerogativa del senato accademico.
Ebbene, se questo autunno si vota il nuovo cda ed esso resta in carica per tre anni, è immediato osservare che il futuro rettore (membro di diritto nel consiglio d’amministrazione) ritroverà il cda “bello e pronto” e per i primi tempi ne subirà quasi il peso invece di dominarlo. Il linguaggio è forse un po’ brutale, ma efficace, per chiarire la situazione. Passando, invece, alle felpate liturgie del mondo accademico, cerchiamo di capire se ci sono significati nascosti nella situazione al momento certa: dunque, per il personale tecnico amministrativo si candidano l’uscente (e riconfermabile una sola volta) Francesco Giorgelli, ex senatore accademico; e Andrea Lapi. In pratica è la riedizione del confronto svoltosi nell’ottobre 2012: allora finì 407 a 396 voti per il primo.
Per i quattro posti riservati al personale docente si prevede che alla fine i candidati saranno sei, uno per ognuna delle sei aree disciplinari in cui è suddiviso il sapere. Questi sono, appunto, i dati certi. La piccola proroga è stata accordata (e nessuno sembra contrario) per consentire a tutti i settori di essere adeguatamente rappresentati: alla prima scadenza mancava il candidato di medicina. E qui scattano le interpretazioni: la premessa obbligatoria è che tutto e il contrario di tutto può essere vero. Ma un elemento da tenere d’occhio è l’incompatibilità tra la carica di membro del board con qualunque altra in ateneo.
Altro dato di fatto, non smentibile, è che sei anni fa l’attuale rettore Massimo Augello (allora preside di Economia) superò al secondo turno Paolo Miccoli (chirurgo e allora prorettore ai rapporti con l’Unione europea) con 909 preferenze contro gli 841 voti del suo sfidante. Perché Medicina in un primo momento non ha presentato candidati per il cda? Un’ipotesi potrebbe essere quella di puntare al rettorato nel sestennio 2016-2022: in cambio di un aiuto alle elezioni per il “Magnifico” offrirebbe la sua forza elettorale (è molto numerosa) per il cda. Sarebbe un’altra riedizione, ma questa volta della sfida del 2010 e con una posta in gioco più alta. Altra circostanza ineluttabile: Augello non è ricandidabile, ma spetta a lui la scelta dei due membri esterni del cda tra i nomi di una rosa di almeno quattro candidati definita dal senato. In questo quadro, i nomi dei candidati rettore, se ci sono, fanno il possibile per restare nascosti: il modo migliore per bruciare qualcuno è buttarlo nella mischia così presto.
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