Gioco
Cooperazione Italia-Francia, in arrivo 200 milioni di euro
I fondi saranno destinati a progetti di blue e green economy, mobilità, accessibilità, innovazione, nautica, cantieristica, tutela del territorio e prevenzione dei rischi
PISA. Dall'Europa arrivano 200 milioni di euro con il Programma di Cooperazione Italia-Francia Marittimo 2014-2020 che interessa sei milioni e mezzo di cittadini per progetti di blue e green economy, mobilità, accessibilità, innovazione, nautica, cantieristica, tutela del territorio e prevenzione dei rischi. La presentazione ufficiale del programma si è tenuta il primo luglio a Pisa.
Obiettivo comune delle regioni coinvolte (Corsica, Sardegna, Liguria e le 5 province della costa Toscana, più i dipartimenti francesi delle Alpi-Marittime e del Var, situati in Provenza-Alpi-Costa Azzurra) è quello di superare i limiti dell'insularità con una particolare attenzione alle zone interne.
"Sul Mar Mediterraneo le regioni costiere, per prime quelle italiane e francesi che sono riunite nel progetto marittimo transfrontaliero 2014-2020, devono approfondire una progettualit condivisa e comune, a partire dal tema sentitissimo dai cittadini della sicurezza, fondamentale dopo la tragedia della Costa Concordia".
Lo ha detto il presidente Enrico Rossi partecipando a una tavola rotonda sulla cooperazione, promossa nell'ambito della presentazione del programma di cooperazione transfrontaliera. La tavola rotonda è stata moderata da Omar Monestier, direttore de "Il Tirreno".
"Dobbiamo puntare i fondi europei sulla sicurezza in mare monitorando la navigazione come stato fatto nel Mar Baltico. Dobbiamo rendere la navigazione in mare precisa come quella aerea, diventando capaci di prevenire e controllare ad esempio gli sversamenti che continuano a inquinare, attraverso regole precise e valide in tutto il Mediterraneo" , ha aggiunto Rossi.
"Ci saranno opposizioni, ma la Toscana si batterà con questo obiettivo perché la Concordia rimane una ferita aperta, le conseguenze dei disastri in mare continuano nel tempo, vanno messe sotto controllo".
Per Rossi tutta l'economia del mare da sviluppare, partendo dal sistema cantieristico, attraverso misure condivise e unificando le forze. "I privati devono attingere a fondi usati in modo mirato come fa la Toscana - ha proseguito il presidente -. Noi premieremo chi dimostra di muoversi in modo dinamico e capace di investire, senza ricercare assistenza. Abbiamo alzato la soglia di accesso, premiando chi spende subito, innova, e fa ricerca. Scelta non facile, ma necessaria per consolidare le imprese più attive e sane sul mercato. Abbiamo cercato di consolidare il sistema per rendere le nostre imprese competitive in un mondo sempre più concorrenziale, dando al contempo la possibilità di accesso alla logistica, alla formazione e ai servizi più moderni e necessari".
"Esistono poi le possibilit offerte da itinerari turistici che possono essere messe mettere in un comune progetto, e bisogna puntare anche sulla pesca attraverso l'integrazione dei fondi agricoli che la finanziano. Un programma comune moltiplica l'efficacia dei finanziamenti e aumenta la forza delle regione marittime che rappresentiamo qui per controbattere l'azione predominante delle grandi aggregazioni urbane sulle politiche europee. Il mare è invece centrale per lo sviluppo dell'intera Europa. Su questo dobbiamo essere capaci di costruire alcuni progetti mirati capaci di pilotare questa idea di sviluppo", ha concluso Rossi.
"Puntiamo anche sul privato capace di gestire percorsi sviluppati nel connubio cultura-turismo nei siti di pregio di cui è ricca la Toscana così come lo sono tutti territori che sono presenti qui oggi. E' la stessa strada che dobbiamo percorrere sul versante della ricerca dove i fondi europei diventano, come negli altri settori, volano occupazionale. E qui chiedo davvero un cambio di marcia nello sviluppo di capacità di monitoraggio dell'influenza sull'occupazione dei fondi europei che attiviamo, per mirare la reale capacit degli stessi progetti ed essere capaci di selezionare la loro azione".
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