La protesta
«Sono vivo grazie ai medici e mia moglie»
Il carrozziere di Ospedaletto: quando mia madre ha saputo che avevo la meningite ha avuto un infarto
PISA. Ringrazia la moglie perché la notte che si è sentito male accusando febbre alta e una strana rigidità alla nuca, «ha chiamato l'ambulanza prima che fosse troppo tardi». È grato ai medici che hanno salvato lui ma anche la madre che quando ha saputo che il figlio era stato colpito dalla meningite ha avuto un infarto. E ora dice con un pizzico di orgoglio: «Sono in piedi e sto bene».
È una lettera piena di gratitudine quella che scrive, il carrozziere livornese di 32 anni che lavora ad Ospedaletto e che nella notte di venerdì 19 giugno è stato colpito da una grave forma di meningite pneumococcica.
«Volevo ringraziare pubblicamente - scrive - tutti i medici e gli infermieri che mi hanno curato. Il personale del pronto soccorso e quello di terapia intensiva. Vorrei ringraziare anche il personale di malattie infettive dove mi trovo adesso per la grande bravura e preparazione e per come si stanno prodigando affinché ritorni dalla mia famiglia».
Il trentaduenne racconta anche di un tragico episodio capitato proprio nei momenti in cui lottava tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione.
«Quando la mia mamma ha saputo che ero in coma per la meningite - prosegue - ha avuto un infarto e per fortuna è stata salvata. Vorrei ringraziare per questo gli operatori dell'Utic che me l'hanno rimessa in forze». Poi uno sguardo più ampio riguardo al modo con cui è stato trattato il suo caso da parte del personale medico. «Tutto l’ospedale - fa notare - si è dimostrato favoloso e attraverso questi trattamenti mi permetterà di fare ritorno da mia moglie e i miei figli piccoli e da tutta la mia famiglia al completo. Non posso far altro che dirvi grazie a tutti quelli che mi supportano e assistono nella fase della ripresa medici, infermieri e familiari ed amici. Sono in piedi, sto bene. Grazie a tutti voi». E conclude: «Un grazie enorme va a mia moglie: se quella sera avesse ritardato a chiamare l'ambulanza, io non sarei qua adesso. Ti amo e lo farò per sempre».
Da qualche giorno il carrozziere è stato trasferito dal reparto di rianimazione a quello di malattie infettive dove sta proseguendo il cammino ospedaliero verso la piena ripresa di tutte le funzioni vitali.
Dall’ospedale, dopo i giorni della paura, soprattutto in attesa di conoscere la natura della meningite, adesso c’è un quieto ottimismo per la completa ripresa del paziente .
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