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Pisa

La Provincia cede le azioni degli Aeroporti

La Provincia cede le azioni degli Aeroporti

L’ente conferma l’intenzione di mettere sul mercato il proprio pacchetto (4,91% del capitale sociale)

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PISA. L’indicazione era già emersa, ma si attendeva la nascita di Toscana Aeroporti. A fusione avvenuta tra gli scali Galilei e Vespucci, la Provincia di Pisa conferma l’intenzione di mettere sul mercato le azioni che possiede della nuova società, provenienti dal portafoglio Sat. Si tratta in particolare di 913.850 azioni, pari al 4,91% del capitale sociale.

Il consiglio provinciale ha approvato nei mesi scorsi un piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. E’ quanto impone la legge 190/2014 (di stabilità). La Provincia, che aveva già avviato tale processo nel 2008, con ulteriore revisione nel 2013, si è adeguata entro la scadenza dello scorso marzo. La novità principale è che, rispetto al precedente elenco delle società in dismissione, c’è stato l’inserimento proprio del pacchetto azionario ex Sat. Anche qui è intervenuta una modifica di legge: in precedenza, infatti, le società quotate erano escluse dall’obbligo degli enti di uscire dalle partecipazioni non riconducibili a funzioni strettamente svolte. Invece la legge 190 «non fa eccezioni in proposito», come espressamente riportato nel piano sulle partecipazioni della Provincia. L’ente di piazza Vittorio possedeva il 9,27% della Sat.

La cessione però non è automatica. Ancora una norma deve essere considerata in questa complicata materia: il decreto ministeriale 521 del 1997 prevede che le società di gestione aeroportuale - come Toscana Aeroporti - siano partecipate, per almeno un quinto del capitale sociale, dai soci pubblici interessati (dopo la fusione quelli pisani più quelli fiorentini). Infatti, nel piano provinciale si legge che l’indispensabilità del mantenimento della partecipazione della Provincia nella società aeroportuale «potrà essere valutata, anche previa concertazione con gli altri soci pubblici, in ordine al carattere necessario della quota pubblica del 20% secondo la composizione del capitale sociale che risulterà a seguito della fusione».

E’ dunque in questo contesto normativo che, a fusione ormai avvenuta, la Provincia chiede agli altri enti pubblici, riguardo alla cessione delle azioni della nuova società Toscana Aeroporti, di avere la «priorità» e di vendere anche tutto il pacchetto posseduto «fino al concorso del limite previsto per la quota pubblica» del 20%. Riguardo all’eventuale quota che dovesse restare in possesso della Provincia oltre tale limite, «si valuteranno - si legge ancora negli atti - processi di cessione riservati a enti pubblici». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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