Sicurezza
Cavalcavia di Sant’Ermete, spuntano tre soluzioni
Passerella ciclopedonale affiancata o indipendente oppure un sottopasso. L’assessore Serfogli: «Entro l’anno il progetto per chiedere finanziamenti»
PISA. Primo passo: scegliere una soluzione tra le tre tecnicamente possibili. Secondo passo: preparare un progetto sulla base del quale chiedere poi il necessario finanziamento. Dopo le proteste del comitato popolare, qualcosa si muove per il cavalcavia di Sant’Ermete, da mettere in sicurezza soprattutto con un passaggio ciclopedonale. «Entro la fine dell’anno sarà definito e approvato dalla giunta il progetto preliminare - spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - che sarà importante perché permetterà di accedere a bandi regionali, nazionali o europei. È inoltre auspicabile un impegno da parte delle Ferrovie».
Struttura poco sicura. Costruito molti anni fa, il cavalcavia di Sant’Ermete è diventato nel tempo, con lo sviluppo della città, non più sufficiente. Per questo si rende necessario l’allargamento della struttura, dopo che l’amministrazione comunale ha comunque effettuato alcuni lavori di manutenzione: taglio dell’erba sulla banchina e sul passaggio pedonale, collocazione degli occhi di gatto, cartellonistica con il limite di 30 km orari.
Le soluzioni. Il primo passo sarà dunque uno studio di fattibilità per scegliere tra le tre possibili opzioni di intervento: una passerella ciclopedonale agganciata alla vecchia struttura; oppure una passerella ciclopedonale su una struttura indipendente a fianco del cavalcavia; o ancora un sottopasso ciclopedonale. Il progetto dell’opera è inserito nel programma di mandato del sindaco. L’iter prevede anche la condivisione con la Prefettura: martedì la prossima riunione a Palazzo Medici. «L’eventuale disponibilità delle Ferrovie a concorrere al finanziamento sarebbe importante - dice Serfogli - mentre, dal canto nostro, potremmo utilizzare il maggior gettito proveniente dalla tassa di scopo per includere anche questo progetto». Le stime comunali indicano in 1,8 milioni di euro il costo dei lavori.
Legambiente e Fiab. Appelli all’amministrazione comunale arrivano da più parti. Il Circolo Legambiente Pisa «condivide la richiesta di interventi strutturali e risolutivi con la realizzazione di un vero percorso ciclopedonale protetto». Per questo chiede al Comune «di predisporre al più presto un progetto che consenta di partecipare ai bandi per l’accesso ai fondi dedicati». Anche Carlo Carminati, presidente della Fiab (Federazione amici della bicicletta) di Pisa, invita l’amministrazione a dotarsi di un progetto, sottolineando come «attualmente il quartiere non disponga di alcun collegamento ciclopedonale con il resto della città».
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