Il dolore
«Ora gli infermieri devono fare anche i meccanici»
Il sindacato: gli addetti all’assistenza domiciliare sono pochi e pure costretti ad occuparsi della manutenzione delle auto
PISA. Infermieri-meccanici. Non è una nuova categoria professionale né un film, ma quanto accade ai 12 infermieri del servizio di assistenza domiciliare che non ce la fanno più e si scusano con i pazienti oncologici e con i malati post intervento chirurgico. Stando al sindacato Nursind, questi 12 infermieri devono, da un po’ di tempo, occuparsi «della manutenzione dell’auto di servizio assegnata e effettuare il controllo di olio, acqua, freni, validità dell’assicurazione, usura delle gomme». Senza considerare poi che le auto di servizio sono insufficienti. «Non so come definire questa situazione, se non come un paradosso», dice Daniele Carbocci, segretario del Nursind.
Gli infermieri si scusano con l’utenza, proprio quei pazienti con cui sono aumentati i dissapori. «E’ sempre più difficile garantire un’assistenza di qualità - dice Carbocci - perché questi infermieri sono sottoposti a stress fisico e psicologico per i sempre più frequenti dissapori con l’utenza a causa della diminuzione del tempo che riescono a dedicare ai singoli pazienti e per l’aumento dei tempi di attesa per effettuare le prestazioni».
A rendere tutto più difficile che in passato è l’aumento esponenziale dei pazienti da assistere sul territorio a fronte della diminuzione degli infermieri e delle risorse in genere. Anche perché oggi dopo tre giorni, anche in seguito ad un intervento chirurgico complicato, il paziente viene mandato a casa.
E d’estate tutto si complica. Da 12 infermieri si passa a nove, che devono fare la spola tra tutta Pisa fino a Stagno. Ma quali sono le mansioni di questi infermieri? «Gli infermieri del domiciliare - risponde il Nursind - assistono i pazienti oncologici che non possono ancora accedere all’hospice, i pazienti dimessi dalle strutture ospedaliere dopo interventi chirurgici, i pazienti anziani che necessitano di nutrizione artificiale o idratazione, gestiscono i pazienti con lesioni difficili come le piaghe da decubito, inoltre si occupano dei prelievi di routine e dei prelievi per i pazienti in terapia anticoagulante che necessitano di controlli frequenti per tarare la terapia».
Stando sempre alle proteste, gli infermieri domiciliari, benché ne abbiano fatto più volte richiesta all’azienda, non hanno a disposizione alcun strumento e alcun presidio sanitario (pallone di Ambu, cannula orofaringea Guedel, ghiaccio istantaneo, saturimetri per ossigeno, stick glicemici) per affrontare un’eventuale emergenza al domicilio del paziente. Altra nota dolente è il fatto che gli infermieri domiciliari non sono dotati di telefono cellulari di servizio per comunicare con i medici di famiglia e tutti i servizi necessari ai pazienti e quindi devono usare il proprio cellulare o il telefono degli utenti.
Il servizio domiciliare è a carico della Asl 5, che ribatte: «I medici di famiglia e l’utenza non si sono mai lamentati del servizio a domicilio degli infermieri» che, secondo l’azienda, rimane «tra i migliori in Toscana». Sulle problematiche relative alle strumentazioni in uso al personale, invece, l’Asl 5 si impegna ad entrare nel dettaglio di ogni singola richiesta per cercare una soluzione.
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