Sicurezza
I quartieri a nord dell’Arno erano la Parte della Gazza
Questo l’antico nome di Tramontana che accoglie anche la squadra di Calci Tra le magistrature c’è San Michele che risulta imbattuta dal 1998
PISA. I quartieri a nord dell’Arno appartengono alla Parte di Tramontana o, citando il vecchio nome al tempo del Mazzascudo, alla Parte della Gazza.
Calci. Nel 1604 una squadra di combattenti definita in “abiti villani detta de’ Calcesani” si batte nel Gioco e nel 1618, a testimonianza dell’importanza di questo centro nella manifestazione, ben due squadre si riferiscono a Calci: Calcesana e Val di Calci. Infine nel 1623 compare Calci. L’impresa è la Fama alata, che suona la tromba e reca un ramo d’ulivo o, alternativamente, un serto di alloro con due tube incrociate. Alla ripresa del Gioco comincia la battaglia per riappropriarsi del nome Calci abbandonando quello di Calcesana anche in considerazione del radicamento sempre maggiore della magistratura nel comune della Vallegraziosa. Nel 1990 gli viene riconosciuto il nome Calci come voleva la storia. Magistrato Daniele Cionini, capitano Nello Pellinacci.
San Francesco. Le edizioni del Gioco che vanno dal 1568 al 1807 non comprendono San Francesco. Questa magistratura compare per la prima volta solo nel 1935 in occasione del debutto delle edizioni moderne del Gioco. Al centro della bandiera campeggia la stella ad otto punte; agli angoli, invece, compaiono quatto gigli. Magistrato Roberto Cecchi, capitano Antonio Pucciarelli.
Santa Maria. La magistratura bianco-celeste appare alla fine del Seicento, si afferma a metà del secolo per poi entrare in pianta stabile negli organici della parte di Tramontana. L’impresa, secondo le due principali fonti iconografiche settecentesche, variava. Giovanni Maria Terreni raffigura un fiore stilizzato di colore bianco e turchino. Nel manoscritto del Frosini compare invece la dea Flora. La squadra può vantare nel suo territorio la Torre. Magistrato Alessandro Bartalini, capitano Donato Tamborini.
Mattaccini. Agli inizi del Seicento due squadre si fregiavano del nome di Mattaccini: i Mattaccini Vecchi e i Mattaccini Nuovi. L'unione tra le due parti avvenne nel 1623. Un elegante arlecchino con un nastro nelle mani rappresenta i Mattaccini nella testimonianza grafica settecentesca lasciataci da Giovanni Maria Terreni, mentre nel manoscritto del Frosini del Ciarpa appare un rozzo mattaccino, "in atto di corso con un cartiglio o un laccio tra le mani”. I Mattaccini possono vantare nella loro storia una figura storica del Gioco come il capitan Luciano Di Sacco (uno dei pochi che partecipò all’ultima edizione prima dell’interruzione e a quelle dopo la ripresa nel 1982). Magistrato Fabrizio Chericoni, capitano Luca Dini.
San Michele. La letteratura del Gioco dà largo spazio alle gloriose aquile nere, presenti nella contesa sin dal 1618. Nel 1700 San Michele è già saldamente ai vertici militari del Gioco; è infatti uno dei due “affronti” di Tramontana, ovvero le milizie che per prime si presentavano sul ponte per ingaggiare battaglia e dunque sostenere a lungo il peso maggiore. Vince in maniera ininterrotta dal 1998. Magistrato Alessandro Trolese, capitano Roberto Biagi.
Satiri. Nel 1618 i Satiri entrano a far parte a pieno titolo del gruppo di milizie che si battono per la parte di Tramontana. Metà uomo e metà animale, il Satiro vuol rappresentare un connubio vincente di esuberanza e vitalità, senza dimenticare l’ardore. Magistrato Stefano Toni, capitano Samuele Tonini.
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