Il dolore
Al Versilia parte il nuovo esame: la colonscopia «dolce»
L'esame prevedere una metodica radiologica mininvasiva che utilizza radiazioni ionizzanti a bassa dose. Primi esami col nuovo sistema nel reparto guidato dal dottor Vignali
LIDO. Per gli over 55 è vivamente consigliata come controllo antitumore. Ma molti sono preoccupati perchè è un esame invasivo. Ora le cose sono cambiate. Nei giorni scorsi sono state eseguite – ci si ce l’Asl Versilia – all’Unità di Diagnostica per Immagini, diretta dal Dr. Claudio Vignali, le prime colonscopie virtuali, utilizzando la CADColon Workstation (IM3D) recentemente acquisita dalla Ausl12 di Viareggio.
La cosiddetta “Colonscopia virtuale” (correttamente definita Colonografia-TC) è una metodica radiologica mininvasiva che utilizza radiazioni ionizzanti a bassa dose e che permette di visualizzare l’intero colon tramite l’esecuzione di una Tac dell’addome.
L’esame viene eseguito ambulatorialmente e consiste nell’assunzione per bocca di un prodotto a base di Iodio e nella successiva distensione gassosa dell’intestino, ottenuta con insufflazione di anidride carbonica attraverso una piccola sonda introdotta nel retto, senza la necessità di somministrazione di mezzo di contrasto in vena. Il farmaco, assunto per bocca circa 2 ore e mezza prima dell’esame, serve per distinguere le feci residue nell’intestino dai polipi e da altre lesioni della parete intestinale.
La distensione gassosa “controllata”, mediante utilizzo di un insufflatore automatico, ha lo scopo di distendere il colon per poter meglio riconoscere le anomalie di parete ed è generalmente ben tollerata. Vengono quindi acquisite due scansioni TC a bassa dose dell’addome, rispettivamente in posizione supina e in posizione prona, della durata media di circa 10 secondi ciascuna. Requisito fondamentale per una corretta esecuzione dell’esame – scrive l’Asl – è una buona pulizia intestinale, che si ottiene mediante una adeguata preparazione nei giorni precedenti l’esame.
Con la colonscopia virtuale si studiano le alterazioni della parete del colon (diverticoli, polipi e tumori); essa consente inoltre di identificare la presenza di un colon tortuoso (dolicocolon) o altre anomalie anatomiche. Si può utilizzare anche come metodica di screening nei pazienti con familiarità per tumore del colon e può essere considerata una valida alternativa nei soggetti in cui le condizioni cliniche non permettono l’esecuzione della colonscopia convenzionale, nei casi di intolleranza alla colonscopia ottica o nei casi in cui questa è risultata incompleta e non si è potuto studiare tutto il colon.
L'esame di colonscopia virtuale – spiega ancora l’Asl – sta progressivamente sostituendo il clisma opaco a doppio contrasto, perché presenta più elevata accuratezza diagnostica, maggiore tollerabilità per il paziente e minor dose di radiazioni. Il limite principale è l’impossibilità ad eseguire il prelievo bioptico di eventuali lesioni polipoidi/stenosanti, con necessità pertanto di ricorrere ad un secondo tempo interventistico endoscopico. L’equipe medica radiologica della UOC che effettua l'esame è formata da Claudio Vignali , Miria Da Prato, Franco Innocenti, Rachele Pascale.
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