La protesta
Ai tre giudici il pieno potere sul Ponte
PISA. In una sfida accesa come il Gioco del ponte, fondamentale è il ruolo dei giudici. Sono tre, nominati direttamente dall’Anziano Rettore. Vestiti con l’effige dei Cavalieri di Malta partecipano...
PISA. In una sfida accesa come il Gioco del ponte, fondamentale è il ruolo dei giudici. Sono tre, nominati direttamente dall’Anziano Rettore. Vestiti con l’effige dei Cavalieri di Malta partecipano alla sfilata nel “loro” corteo, che precede quello di Mezzogiorno.
Quest'anno, durante lo svolgimento dei cortei delle Parti, i giudici si recheranno dall’Anziano Rettore per chiedere l’autorizzazione ad aprire ufficialmente il Gioco; è lui quindi a consegnare la bandiera con lo stemma di Pisa che simboleggia il passaggio di autorità. Da quel momento il Gioco e le decisioni passano nelle mani dei tre giudici.
Tre giudici con compiti diversi sul ponte. Il mossiere è quello che invita le squadra a salire sul ponte nel termine stabilito (tre minuti); un altro dà il via al combattimento con un colpo di pistola, il terzo sblocca il carrello.
Resta inteso che durante le sfide i giudici possono intervenire fino a sospenderle dove vi siano motivi validi.
Al termine del Gioco tornano dall’Anziano Rettore per comunicare ufficialmente il risultato. Quest’anno i giudici sono Andrea Pastore, Giovanni Del Bravo e Massimiliano Signorini.
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