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Senegalese vittima di razzismo ricevuta in Procura e Tribunale

Senegalese vittima di razzismo ricevuta in Procura e Tribunale

PISA. «Questa storia non mi ha abbattuta. Anzi, mi ha incoraggiata ad andare avanti». La studentessa senegalese vittima di lettere razziste in classe ieri mattina, con una sorella e il papà, si è...

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PISA. «Questa storia non mi ha abbattuta. Anzi, mi ha incoraggiata ad andare avanti».

La studentessa senegalese vittima di lettere razziste in classe ieri mattina, con una sorella e il papà, si è presentata nei palazzi della giustizia cittadina.

Un tour tra Procura e Tribunale accompagnata da magistrati e avvocati. Una visita per conoscere un mondo di cui in futuro vorrebbe far parte. E una risposta delle istituzioni con un messaggio chiaro di vicinanza.

Prima tappa in Procura dove è stata accolta dal procuratore facente funzioni Antonio Giaconi. Poi in Tribunale dove gli onori di casa sono stati fatti dal presidente, Salvatore Laganà. Ad accompagnarla c’erano il referente locale dell’Anm, Fabrizio Nicoletti e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Alberto Marchesi, i due organismi che avevano invitato la 14enne dopo aver letto della sua passione per il diritto e l’eventuale futura professione di avvocato.

Proprio lo studio, praticato con profitto, e l’ambizione della studentessa di fare il legale, sono stati usati spesso dall’anonimo autore delle sette lettere per offenderla. «Non si è mai vista un’avvocatessa negra» è stato uno degli affondi su carta riservato alla senegalese.

Dopo i saluti e la consegna di alcuni libri, il giro in Tribunale della 14enne ha riguardato l’aula al primo piano dove si svolgono le udienze davanti al Tribunale in sezione collegiale per i reati più gravi. A spiegarle il funzionamento è stato il presidente della sezione penale, il giudice Luca Salutini. Rapido passaggio al secondo piano per il civile e poi al piano terra per assistere a un’udienza davanti al giudice monocratico.

«È stata una bellissima esperienza – spiega il papà – che ci ha riempito il cuore. Mia figlia ha fatto molte domande, era molto interessata. Da quello che ho capito credo preferisca fare l’avvocato civilista».

Promossa con merito nella seconda classe, a settembre la 14enne tornerà nello stesso istituto.

«Avrei preferito un’altra scuola, ma lei ha voluto fare diversamente – aggiunge il padre –. Con alcune compagne si è trovata bene e non vuole cambiare. Le indagini? Aspettiamo l’esito dei controlli sui telefoni e delle perizie calligrafiche. Di sicuro anche a settembre ci sarà molta attenzione in classe».

Per il giudice Nicoletti la ragazza «deve essere convinta di perseguire il proprio sogno». Secondo l’avvocato Marchesi «quello che è accaduto più che razzismo è mancanza di cultura. L’iniziativa di oggi (ieri) è una forma di riscatto anche per la città che non è mai stata razzista».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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