Sicurezza
Blocco degli stipendi lettera al rettore Augello
PISA. «Per uno scatto di dignità chiediamo lo sblocco dei nostri stipendi». Lo scrivono in una nota, i docenti universitari e ricercatori che coordinati dal prof Paolo Gianni, questa mattina...
PISA. «Per uno scatto di dignità chiediamo lo sblocco dei nostri stipendi». Lo scrivono in una nota, i docenti universitari e ricercatori che coordinati dal prof Paolo Gianni, questa mattina consegneranno una lettera al rettore Massimo Augello.
E proprio ieri sul tema la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi della Pubblica amministrazione. La Consulta ha però stabilito che gli effetti della decisione saranno efficaci solo dalla data di pubblicazione della sentenza: non varranno "per il passato.
«Il blocco di cinque anni delle retribuzioni – dice Gianni - sta portando a delle penalizzazioni retributive per la categoria che non ha eguali in tutto il pubblico impiego». I docenti fanno ad esempio sapere che ai colleghi del Cnr tale blocco è stato tolto. «Il mancato adeguamento degli stipendi – dice Gianni- è ancora poco se paragonato ai successivi prelievi stipendiali che colpiranno la categoria per gli anni a venire e per alcuni rappresenterà un danno continuativo che dura per l’intera carriera, per altri addirittura per tutta la vita».
I docenti lamentano, infatti, non solo il blocco stipendiale ma qualcosa di più «grave e serio» e cioè la interruzione della maturazione delle classi stipendiali. «Il blocco della maturazione delle classi stipendiali fa sì che ciascun docente, sia esso ricercatore, associato o ordinario – spiega Gianni –, a partire dal 2016, si troverà sempre in una classe stipendiale inferiore». Mettendo mano al portafogli di un docente, questo blocco si traduce in una perdita di denaro che va da 83.000 euro dei ricercatori a 140.000per gli ordinari nell’arco della loro vita lavorativa. I docenti guardano ai colleghi europei che percepiscono salari degni dell'attività svolta.
Male italico in realtà non sono solo i docenti ad entrare tardi nel mondo del lavoro. Ma all’ateno pisano, forse poco può imputarsi di tutta questa situazione visto che sono stati stanziati 15 milioni di euro per nuove assunzioni. Nel giro di un anno saranno chiamati circa 50 professori ordinari, ulteriori 35 professori associati (in aggiunta ai circa 180 assunti da poco) e 55 ricercatori a tempo determinato, oltre a 60 assegnisti di ricerca. Ed allora il dito, si punta sulla Crui. «Purtroppo sul problema del blocco di classi e scatti –conclude la nota - non abbiamo avuto alcun supporto da parte della Crui perché la non erogazione degli aumenti legati al blocco di classi e scatti equivale ad un introito ulteriore nel bilancio che va ad attutire l’effetto dei tagli».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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