Il Tirreno

Pisa

Un campo estivo al museo naturale: si impara giocando

CALCI. Divertirsi ma vivere un’esperienza diversa all’insegna dell’apprendimento scientifico. È quanto stanno facendo numerosi bambini, da sette a dodici anni, i quali hanno la possibilità di...

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CALCI. Divertirsi ma vivere un’esperienza diversa all’insegna dell’apprendimento scientifico. È quanto stanno facendo numerosi bambini, da sette a dodici anni, i quali hanno la possibilità di interagire con esperti nella divulgazione nell’utilizzare gli strumenti scientifici insieme con esperti. Teatro della iniziativa il Museo di Storia Naturale e del Territorio. In pratica un campo estivo al museo nato dalla collaborazione tra il Cus Pisa ed i servizi educativi del Museo universitario. L’appuntamento si articola in due settimane, dal lunedì scorso al 26 e dal 29 giugno al 3 luglio. Da parte del museo la volontà di sperimentare nuove forme di comunicazione e di diffusione della cultura scientifica nel tempo extrascolastico. Si va incontro tra l’altro alla richiesta, manifestata più volte da parte dei genitori, di occupare i bimbi in attività di qualità. Ecco l’allestimento museale dove si prende confidenza con le esposizioni, come si progetta una sala delle mostre e come si lavora per mantenerla.

La formula è semplice e complessa insieme e cioè divertirsi scoprendo il lato ludico della scienza e poi il lavoro per divulgarne la bellezza. I bambini diventano operatori speciali del museo a contatto con i segreti delle varie esposizioni tra laboratori, giochi ed escursioni. I bambini si trasformano in collezionisti, direttori scientifici e manutentori del museo attraverso un fitto programma delle attività proposte. Un vero e proprio science camp, dalle 8.30 alle 16.30, dal lunedì al venerdì.

Le due settimane seguono un filo conduttore diverso: le scienze della terra la prima, le scienze della vita la seconda. Ogni giorno è diverso dall’altro: paleontologia, archeologia, botanica, geologia, biologia sempre con un filo conduttore in grado di legare al tema della settimana. Nella prima settimana la sperimentazione di tecniche tipiche dei geologi e dei paleontologi, nella seconda settimana l’allestimento di un vero acquario destinato all’esposizione e alla ricerca. Il museo della Certosa si dimostra il luogo adatto perché è un museo interattivo e vivo dove la sperimentazione è il pane quotidiano che va a braccetto con la divulgazione.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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