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Tribunali, cancellerie al collasso

Tribunali, cancellerie al collasso

L’associazione magistrati: ignorati dal ministero, si va avanti con spirito di sacrificio

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PISA. Nelle cancellerie del Tribunale manca il 30 per cento dei dipendenti. Peggio va a livello di funzionari dove quella che in gergo viene definita “scopertura” arriva al 52 per cento.

Sono alcuni dei dati diffusi ieri mattina in occasione dell'assemblea promossa dall’Associazione nazionale magistrati per denunciare carenze di organico e ruolo di supplenza svolto dalle toghe per compiti che spetterebbero ad altri.

Il dirigente Franco Cantarano, presente con il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà e un esponente dell’Ordine degli avvocati, ha fornito il dato sul calo di 40 unità dal 1988, anno della riforma del giudice unico, per le cancellerie, a fronte di un aumento consistente del carico di lavoro.

Dai partecipanti all’assemblea è stato sottolineato che fino ad adesso si è cercato di garantire il funzionamento del sistema ricorrendo allo spirito di sacrificio dei magistrati e del personale di cancelleria.

«A fronte di questa situazione, che si protrae da numerosi anni, il ministero, non solo non destina risorse personali e finanziare per risolvere i problemi – è stato rimarcato nel corso dell’assemblea – ma continua a puntare sull'attività di supplenza e sullo spirito di sacrificio del personale residuo, chiedendo di farsi carico anche di incombenti che avrebbero dovuto essere svolti da altri».

Anche la riforma del processo civile telematico è stata pensata nell'ottica di risparmio di risorse, invece che di miglioramento dell'efficienza del sistema, istituzionalizzando l'attività di supplenza dei magistrati. «A fronte di un codice di procedura che prevede l'obbligatoria presenza in udienza del cancelliere, che sottoscrive il verbale, il sistema informatico che è stato creato è pensato in modo che solo il magistrato possa redigere il verbale e sottoscriverlo, con ciò confermando la volontà di non garantire mai più la presenza del cancelliere, richiesta per legge» ribadisce l’Anm locale.

È stato evidenziato che il Tribunale di Pisa, «nonostante la produttività dei magistrati sia ai vertici nelle statistiche nazionali (e tenuto conto che i magistrati italiani sono tra i più produttivi d'Europa), l'arretrato è costantemente aumentato negli anni, come pure la durata dei processi, evidenziando che le carenze sono tutte strutturali, per una inidoneità dei mezzi messi a disposizione rispetto all'effettivo carico di lavoro creato dal circondario».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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