Finanza
Scuola, per mille precari l’assunzione è a rischio
Presidio di protesta davanti al provveditorato: docenti, studenti e amministrativi chiedono che il piano per la stabilizzazione promesso dal governo venga attuato
PISA. Se il governo non darà il via libera al piano di centomila assunzioni, oltre mille docenti precari della provincia di Pisa vedrebbero sfumare il tanto ambito traguardo della stabilizzazione. A rischio sarebbe anche la normale attività scolastica, conseguenza della “sforbiciata” al personale Ata che si aggira intorno alle cento unità. «Ciò – sottolineano i sindacati della scuola - renderà di fatto impossibile il mantenimento dell'attuale offerta scolastica».
Una manovra, quella con la quale il governo ha pensato di legare il piano di assunzioni all'approvazione della tanta contestata “Buona scuola”, che secondo i sindacati è un vero e proprio «ricatto politico» e ha spinto il mondo della scuola a scendere ancora una volta in piazza.
Ieri pomeriggio, circa sessanta tra studenti medi ed universitari, docenti e amministrativi si sono riuniti sotto la sede pisana del provveditorato per un presidio di protesta organizzato dal Coordinamento della e per la scuola pubblica, il Comitato in difesa della scuola pubblica, i lavoratori precari della scuola di Pisa e le organizzazioni sindacali Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals, Cobas e Gilda.
«Chiediamo – proseguono i rappresentanti dei lavoratori - che venga attuato il piano di assunzioni del personale e che venga previsto anche un piano di assunzioni nel lungo periodo per il personale inserito nelle seconde fasce».
Il presidio di ieri è solo l'ultima tappa di una mobilitazione iniziata lo scorso dicembre contro una riforma che per i sindacati «stravolge, umilia e impoverisce la scuola pubblica».
«È un attacco – continuano - alla scuola, alla democrazia, alla Costituzione e al diritto degli studenti a ricevere una seria educazione e formazione culturale ed è un attacco contro il personale Ata, gli insegnanti precari e quelli di ruolo».
I sindacati sono stati ricevuti da una delegazione di rappresentanti del provveditorato, alla quale è stato consegnato un documento con le rivendicazioni dei lavoratori che verrà inoltrato all'ufficio scolastico regionale e al ministero dell'Istruzione. Sindacati e lavoratori chiedono «l'avvio di un confronto per definire le linee di una riforma della scuola coerente con i principi costituzionali; investimenti nella scuola pubblica, per l'edilizia, il rinnovamento della didattica e per un reale diritto allo studio; aumento dell'organico; la stabilizzazione del personale precario e che la scuola rimanga libera, laica e aperta a tutti e che non stia a un preside-manager decidere in base a criteri non chiari le sorti dell'istituto scolastico, come invece previsto dalla riforma del governo Renzi».
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