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Quell’abbazia più antica di Piazza dei Miracoli
La prima immagine della serie in regalo immortala San Zeno, chiesa sconsacrata in attesa di restauri
PISA. L’abbazia di San Zeno è la protagonista della prima di 24 schede della collezione “Pisa di notte”. L’edificio è stato eretto probabilmente prima del Mille su un preesistente tempio pagano: quindi è anteriore alla costruzione del Duomo, di cui nel 2014 è stato celebrato il 950° anniversario. La struttura a due passi dalle mura è caratterizzata da un insieme stratificato di diversi stili e orientamenti architettonici, come si nota nella stessa facciata che presenta un porticato sovrastato da un’aula a bifore ornato da motivi geometrici di stile romanico.
La chiesa si affaccia su una piazza angusta, che comunque non le impedisce di liberare tutta la sua bellezza. Fu abbazia benedettina, poi annessa a un monastero dell’Ordine dei Camaldolesi. Agli inizi del Quattrocento subì profonde trasformazioni. L’interno, a pianta di basilica e a tre navate, divise da colonne con capitelli antichi, conserva ben visibile l’impronta della primitiva costruzione, completata tra il X e il XII secolo. Dietro la chiesa si trova l’antica Porta San Zeno, detta anche Porta Monetaria nel secolo XIII, perché situata vicina alla zecca dell’epoca medievale. La vera Porta Monetaria è quella murata, poco distante verso sud e visibile dall’esterno.
L’abbazia è stata riaperta nell’ottobre del 2000, dopo una lunga e pregevole opera di restauro che ha cercato di riportarla al suo splendore senza incidere pesantemente. La chiesa, sconsacrata da diversi anni, ha accolto spesso concerti e mostre. Oggi è di nuovo inagibile.
Ma per riportarla alla piena fruizione, c’è un progetto di recupero finanziato dalla Fondazione Pisa e dal Comune. L’abbazia infatti presenta condizioni di conservazione del manto di copertura non idonee a causa di infiltrazioni di acqua nella parte interna che possono, con il tempo, costituire fonti di possibile pericolo. Per questo ha bisogno un intervento generale di ristrutturazione del manto di copertura, oltre alla sistemazione degli impianti interni. Il progetto esecutivo dovrebbe essere pronto entro fine estate per poi affidare il cantiere entro l’anno.
L’intervento a difesa della chiesa mira anche al recupero dell’edificio perché possa riprendere lo svolgimento al suo interno di spettacoli e iniziative culturali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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