Sicurezza
i luoghi del cuore»LA MAGIA DI UNA CITTÀ
PISA. "Luoghi del cuore nel cuore della notte". Prende il via l'iniziativa del "Tirreno" che dà in omaggio col giornale, a partire da domani, immagini significative, suggestive e uniche della città e...
PISA. "Luoghi del cuore nel cuore della notte". Prende il via l'iniziativa del "Tirreno" che dà in omaggio col giornale, a partire da domani, immagini significative, suggestive e uniche della città e di alcune località vicine, nel loro momento di massima tranquillità e bellezza: dopo il tramonto o di notte, senz'anima viva.
Le foto, scattate dal fotoreporter Fabio Muzzi sono 24, corredate ciascuna da testi curati dal collega Marco Barabotti e in parte innovativi rispetto al solito cliché. Le 24 foto potranno essere raccolte in un cofanetto che sarà distribuito sempre col giornale, tutti i giorni dal lunedì al sabato.
Si tratta di luoghi del cuore che occupano un posto privilegiato nel cuore dei pisani. Una carrellata di piazze, monumenti, palazzi e vie che richiamano ricordi personali, sensazioni di benessere, momenti di felicità o di svago, soprattutto colti nell'incanto della notte.
Ma nello stesso tempo hanno un significato per la collettività, sono diventati emblemi della storia e dell'evoluzione del territorio, segnali del passaggio tra passato e futuro: insomma, luoghi-simbolo che segnano le trasformazioni già vissute e quelle in atto.
Una scheda, sul retro di ogni immagine, ne racconta la storia: cos'erano, cosa sono, i ricordi di chi li ha vissuti, i personaggi che li hanno attraversati. Vicende, parole ed emozioni che spiegano come e perché sono diventati luoghi del cuore ("nel cuore della notte").
Non mancano descrizioni originali o aspetti poco conosciuti. Come quello "suggerito" dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, amante soprattutto della scultura pisana del Duecento, ma estimatore anche di molte altre opere d'arte di Pisa. Folgorante la sua recente descrizione della Certosa di Calci, colta in uno dei suoi momenti più belli, come in quello che ammirerete in una delle 24 foto del "Tirreno": «Non una certosa ma un'astronave calata su Pisa. Un luogo definitivo e determinante».
Vi troviamo, nelle foto sui lungarni, antiche sensazioni, come quella di Giacomo Leopardi nella lettera alla sorella Paolina del 12 novembre 1827: “L'aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze: questo lung'Arno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma: e veramente non so se in tutta l'Europa si trovino molte vedute di questa sorta".
E par di scorgere nella penombra, sempre sui lungarni (da lui molto amati), l'irrequieto Lord Byron. C'è anche una piazza dei Miracoli originale subito dopo il tramonto, che par interpretare bene una frase di Lord Byron: "Pisa con la sua torre pendente, il suo Duomo che somiglia a quello di Santa Sofia, mi dà l'idea d'una città orientale…".
E la piazza al calar della sera, colta così bene da Fabio Muzzi, si accende ancora di più del suo valore simbolico. Una sorta di lettura esoterica, con i suoi simboli e le sue analogie cosmiche. Nell'antichità la piazza serviva a misurare tutti i tempi esistenziali: l'inizio dell'anno pisano (25 marzo), l'entrata del Sole nelle singole costellazioni, i vari tempi sacri. Inoltre tutte le tappe fondamentali della vita (nascita, vita quotidiana, malattia, morte) vi erano debitamente e simbolicamente scandite.
Vi è in generale, nelle immagini del "Tirreno", una città colta nel suo momento più quieto, quasi incantato. Ecco allora un momento di piazza delle Vettovaglie assolutamente insolito, unico nel suo genere: che non si vede quasi mai. Ovvero fuori dalla movida e dallo sballo, un momento di grande ordine e bellezza. Tanto, che per i pisani meno giovani, pare di vedere nella piazza le ombre e di sentire la voce dei mitici personaggi che l'hanno reso memorabile. Personaggi che ci hanno accompagnato in un dedalo di odori, di profumi, di sentori acri che hanno caratterizzato la presenza umana della città in un angolo la cui trasgressione di allora impallidisce rispetto al caos di oggi.
La prima foto della raccolta è quella dell'abbazia di San Zeno, che ha più di mille anni di storia, quindi preesistente rispetto a piazza dei Miracoli.
Non mancano sguardi al domani. Soprattutto l'immagine dell'aeroporto Galilei di notte: in primo piano la bella scultura che è un tuffo nel futuro. Speriamo che sia il viatico per un sistema aeroportuale toscano unito e in grande espansione, senza sacrificare nessuno. Oppure le Terme di San Giuliano dove ci curava già nel Medioevo e destinate a crescere.
Un magnifico sguardo, infine, sul porto di Marina di notte. Qui cielo, terra e mare hanno connotato più che mai la storia di questo luogo. Come non ricordare che a Marina una volta si costruivano macchine volanti tra le più belle e apprezzato del mondo? Da qui partì Amudsen nel 1925 per la prima spedizione polare.
Dagli aerei alle barche. Non ci sono più i fasti di una volta, ma c'è un porto che sta crescendo piano piano restituendo, si spera, dignità e nuove prospettive a Marina.
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