Il Tirreno

Pisa

Ex Guidotti, ora la bonifica poi il nuovo polo didattico

di Gianluca Campanella
Ex Guidotti, ora la bonifica poi il nuovo polo didattico

Gli interventi sono cominciati nel secondo lotto della struttura di via Trieste Il cantiere è fermo da quando sono state trovate sostanze inquinanti nelle acque

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PISA. Sono cominciati lunedì i lavori di bonifica ambientale nel secondo lotto del polo didattico ex Guidotti in via Trieste, di proprietà dell’Università. In quell’area è stato ristrutturato e inaugurato alla fine del 2011 il “lotto 1”, mentre il cantiere del “Guidotti 2” è fermo da quando l’Arpat ha certificato la presenza di numerosi inquinanti, in concentrazione superiore ai limiti: la più importante di queste è il mercurio.

Il progetto dei lavori è stato elaborato sulla base delle specifiche indagini effettuate dall’Ateneo in accordo con l’Arpat e la Provincia. Le azioni in programma sono state illustrate ai cittadini residenti nelle case confinanti, ai rappresentanti degli studenti e al personale accademico più direttamente interessato in una serie di incontri organizzati dall’amministrazione universitaria.

La società aggiudicataria è la Iti Impresa Generale spa di Modena, per un importo di 1.497.173,44 euro, di cui 98.672,74 per oneri della sicurezza; il termine di ultimazione dei lavori è 273 giorni.

Il calendario degli interventi tiene conto delle diverse problematiche emerse, a partire dalla sicurezza e salute degli operatori del cantiere, dei confinanti e delle persone presenti nelle zone limitrofe, fino alla riduzione dell’impatto ambientale e al rispetto delle eventuali problematiche archeologiche.

Intanto c’è una buona notizia: con riferimento all’argento vivo, tutte le analisi hanno escluso la presenza nel terreno di mercurio metallico e di composti organo-metallici, da cui si evince che non è ipotizzabile la sua presenza in aria. Negli anni scorsi era stata riscontrata una non trascurabile contaminazione delle acque sotterranee con valori massimi che raggiungevano i 1.281 µg/l per il parametro “cloruro di vinile”. Si tenga presente che la direttiva Cee n. 83/1998 fissa come limite per quel composto nelle acque a uso umano solo 0,5 microgrammi per litro, cioè una concentrazione 2.000 e 500 volte più bassa; e che il mercurio è utilizzato come catalizzatore (acceleratore della reazione chimica) per il cloruro di vinile.

Nella definizione delle misure di sicurezza del cantiere sono state prese una serie di cautele, programmando un costante monitoraggio attraverso postazioni fisse e strumentazione portatile e specifici interventi per il contenimento delle polveri.

Invece la questione delle acque superficiali era stata affrontata lo scorso anno, con l’installazione di un impianto di trattamento, i cui reflui sono monitorati periodicamente con modalità concordate con gli enti competenti: finora ha dato risultati positivi. Dal punto di vista operativo l’intervento sarà suddiviso in sub-aree, scavate per una profondità di un metro, con la possibilità di raggiungere profondità superiori in porzioni circoscritte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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