Il Tirreno

Pisa

Lettere razziste, c’è un indagato

di Pietro Barghigiani

Nel mirino un compagno di classe della studentessa senegalese. Domani la 14enne ospite in Tribunale

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PISA. Un indagato per ingiuria e danneggiamento nel caso della studentessa senegalese destinataria di almeno sette lettere dal contenuto razzista.

È un compagno di classe della ragazza al quale i carabinieri il 28 maggio i carabinieri, su delega della Procura del Tribunale per i minorenni, hanno sequestrato il cellulare. Stesso trattamento riservato agli altri 24 compagni, senegalese 14enne compresa, con l’aggiunta dell’indicazione delle password per poter accedere ai social diventati per gli adolescenti i luoghi d’elezione in cui dilettarsi in conversazioni e sfottò con scambi di foto e video.

Nella contestazione al ragazzo l’ingiuria viene qualificata per il contenuto delle lettere che spaziano dall’invidia per avere buoni voti al disprezzo per il colore della pelle. Il danneggiamento, invece, è riferito alla distruzione di libri e quaderni della ragazza.

La storia, portata alla luce dal Tirreno il 18 maggio scorso, conserva, tuttavia, diverse zone d’ombra. Il blitz dei carabinieri ha consentito agli inquirenti di acquisire sms e dialoghi a ritroso nel tempo scavando nelle memorie di sim e chat. Da quello che filtra - le indagini sono coperte da una spessa cortina di riservatezza per la minore età dei protagonisti, dalla parte offesa ai potenziali responsabili - il compagno di classe potrebbe non essere l’unico indagato.

Di sicuro il legale nominato dai genitori ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Firenze per chiedere il dissequestro del cellulare.

Le prime lettere anonime inviate alla studentessa senegalese risalgono all'inizio di aprile. L’ultima fu fatta trovare sullo zaino della 14enne in classe anche dopo il clamore suscitato dalla denuncia del papà al Tirreno.

Sono sette in tutto i messaggi razzisti ricevuti dalla ragazzina presa di mira soprattutto perché brava a scuola. L'ultimo biglietto anonimo abbandonato sul suo banco risale alla scorsa settimana scritto a mano. Conteneva anche una sfida agli inquirenti: «Ti sei rivolta alla stampa - c'era scritto - ma né te né i carabinieri mi troveranno mai». In precedenza, le altre lettere risultano scritte a mano e al computer. La studentessa trovò anche alcune pagine di libri e quaderni strappate. In uno dei primi biglietti offensivi l'anonimo razzista scrisse: «Non si è mai visto una negra che prende 10 a diritto» e alcuni apprezzamenti sessuali «hai un bel didietro ma purtroppo sei nata sporca».

Intanto, domani alle 9,30 la studentessa, che sogna di diventare avvocato ed eccelle nello studio del diritto, sarà in Tribunale. Il responsabile locale della sottosezione dell’Anm, Fabrizio Nicoletti e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Alberto Marchesi, dopo aver appreso quali fossero le aspettative coltivate dalla ragazza, l’avevano invitata a fare un giro nel palazzo di Giustizia.

Domani il desiderio sarà esaudito con una visita nei luoghi in cui un giorno la 14enne potrebbe muoversi con la toga dopo aver vinto la sua battaglia contro invidie e pregiudizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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