Sicurezza
Cavalcavia bloccato automobili in coda per centinaia di metri
Primo giorno di protesta del comitato di Sant’Ermete «Quel tratto di strada è pericoloso, servono lavori urgenti»
PISA. È cominciato ieri il blocco che tutti i giorni (fino a venerdì) isolerà dalle 17 alle 18 il cavalcavia Nord di Sant’Ermete. E, in contemporanea, è quasi terminata la stesura di una diffida da destinare al sindaco Marco Filippeschi. Sono i due canali attraverso i quali si snoda la protesta del “Comitato popolare Sant’Ermete” per chiedere la messa in sicurezza del tratto di strada ritenuto pericoloso. Le misure sono state approvate in assemblea giovedì scorso e ieri, nel primo giorno di manifestazione, ci sono stati alcuni disagi per il traffico, ma gli automobilisti si sono mostrati comprensivi.
L’orario di uscita dagli uffici ha determinato una coda di qualche centinaio di metri in direzione sud: tutti mezzi che percorrevano via Saragat-via Pilla-via Emilia per uscire dalla città si sono trovati incolonnati per i rallentamenti dovuti all’interruzione di un’uscita della rotonda e sono stati costretti a proseguire per via Fiorentina. Minore il flusso dalla parte opposta del cavalcavia: chi veniva dal quartiere Sant’Ermete ha avuto come unica uscita il cavalcavia Ovest per poi proseguire su via Montanelli.
Entrambi gli accessi al cavalcavia Nord sono stati bloccati da striscioni, transenne e cartelli colorati: «Blocchiamo oggi per non morire domani» è uno degli slogan scritti e scanditi pure al megafono. Altre frasi, indicative del clima, sono state: «Non vi arrabbiate, stiamo protestando per aumentare la sicurezza». Oppure: «La gente vi chiede di comprendere e sostenere». La risposta sembra ci sia stata: se in genere le code di macchine sono rumorose per i clacson suonati in modo insofferente, almeno ieri gli automobilisti si sono avvicinati in silenzio agli striscioni e hanno solo pensato a trovare una viabilità alternativa.
Il comitato non ha chiesto l’autorizzazione per lo svolgimento della manifestazione, ma il blocco è stato pubblicizzato in ogni modo, tanto che due pattuglie della polizia municipale hanno presidiato la zona per motivi di sicurezza e per minimizzare l’impatto sulla circolazione. Se questo non dovesse bastare, i manifestanti promettono: «Faremo di peggio».
Intanto nei prossimi giorni sarà protocollata in Comune la diffida indirizzata al sindaco: gli si chiede «l’immediata messa in sicurezza» del cavalcavia, perché i cosiddetti occhi di gatto (catarifrangenti) installati a maggio non sono ritenuti sufficienti e perché la manutenzione ordinaria sembra trascurata, al punto che i pedoni devono attraversare l’erba alta. La misura più urgente tra quelle richieste è l’illuminazione del tratto centrale: il comitato si sente «preso in giro», perché nei vari tavoli organizzati con la Prefettura riferiscono che si sono sentiti sempre rispondere che non si riusciva a contattare le Ferrovie dello Stato (la rete centrale del cavalcavia protegge i binari che passano sotto). Invece il comitato ha scritto alla società di trasporto che ha risposto, secondo i manifestanti, di non aver ricevuto alcuna richiesta dal Comune.
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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