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Pisa

lettera al rettore

Stipendi bloccati da anni protestano i prof universitari

PISA. Il 25 giugno si svolgerà in tutta Italia una manifestazione di docenti universitari presso i rispettivi rettorati per protestare contro il perdurante blocco degli scatti stipendiali della...

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PISA. Il 25 giugno si svolgerà in tutta Italia una manifestazione di docenti universitari presso i rispettivi rettorati per protestare contro il perdurante blocco degli scatti stipendiali della categoria. A Pisa, alle 12 i docenti si presenteranno davanti al Palazzo alla Giornata. Verrà consegnata una lettera al rettore Massimo Augello (il solito testo verrà consegnato a tutti i rettori nelle altre sedi italiane) in cui si chiede il sostegno, in tutte le sedi, rammentando «che è compito dei rettori - scrive Paolo Gianni, responsabile Adrup-Cnu - preoccuparsi di garantire non solo una appropriata formazione degli studenti, ma anche la dignità ed i diritti di tutto il personale che a tale formazione si dedica».

«Nessuno ha sinora messo in evidenza - continua Paolo Gianni - la grave discriminazione messa in atto dai governi degli ultimi anni nei riguardi della docenza universitaria. Da un lato succede che il blocco economico della progressione di carriera è tuttora in atto, mentre le restanti categorie del pubblico impiego a noi paragonabili (magistrati, militari, scuola e ricercatori enti pubblici) ne sono ormai state esentate in maggiore o minor misura. Ma ciò che più stride, nel confronto, è che gli universitari sono l'unica categoria che subirà un danno economico che non è limitato al periodo ufficiale del blocco, ma durerà praticamente tutta la vita (considerano gli effetti sulla pensione, ndr)».

«Il blocco - aggiunge Paolo Gianni - è esteso anche agli effetti giuridici, cioè alla "maturazione delle classi stipendiali", il che vuol dire che per la loro carriera gli anni del blocco è come se non fossero mai esistiti. Siccome la carriera degli universitari si svolge su di un arco temporale di 28 anni (14 scatti biennali, alla fine dei quali lo stipendio molto basso iniziale diventa finalmente paragonabile a quello dei colleghi degli altri paesi occidentali) succede che anche a partire dalla fine del blocco (2016?) la curva stipendiale sarà sempre inferiore a quella cui avrebbero avuto diritto in assenza del blocco. Il risultato è che si troveranno di fatto dei prelievi di stipendio che continueranno per tutta la carriera. Anzi, a causa dell'alta età media di ingresso nei ruoli, succederà che molti di essi prima dell'età di pensione non riusciranno neppure a raggiungere lo stipendio di fine carriera. Abbiamo calcolato che i prelievi stipendiali lungo tutta la carriera arriveranno alla cifra complessiva di 140.000, 100.000 e 83.000 euro netti, rispettivamente per professori ordinari, associati e ricercatori, in regime di tempo pieno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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