Sicurezza
Ascensore precipitato scatta l’ora delle perizie
Accertamenti tecnici della Procura e della ditta incaricata della manutenzione Si cercano cause ed eventuali responsabilità. I tre feriti sempre ricoverati
PISA. Sarà un duello di perizie quello che verrà ingaggiato da Procura e ditta per stabilire se l’incidente dell’ascensore del condominio di via Landi 6 sia stato un evento imprevedibile o se, al contrario, ci possa essere l’errore umano sotto forma di negligenze tecniche.
A breve sarà a disposizione del magistrato Lydia Pagnini, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per lesioni colpose gravi, l’informativa della polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. Il sopralluogo di sabato mattina, subito dopo i fatti, è servito al personale del comando di via Matteotti a farsi un’idea dell’eventuale innesco nella dinamica conclusa con la caduta in verticale della cabina con tre persone all’interno. Ma non è escluso che la titolare delle indagini nomini anche un consulente tecnico per chiarire cosa è successo al cavo di collegamento e al dispositivo di sicurezza, quello che viene chiamato “paracadute”, per arrivare al risultato di un volo a picco dal quarto piano per una dozzina di metri con tre persone all’ospedale, di cui una in rianimazione. Tra le parti in causa, dalla Procura ai feriti, ha tutto l’interesse a fare luce sull’episodio anche la Siara, la ditta di Gello che cura la manutenzione dell’impianto condominiale e che proprio giovedì mattina con alcuni tecnici aveva controllato la struttura che risale agli anni Sessanta. L’impresa si appresta a nominare un perito di parte per fornire anche la sua versione nell’ambito delle indagini alla ricerca di eventuali responsabilità sulle funzioni dell’ascensore e sui controlli periodici previsti dalla legge.
Intanto, i tre feriti restano in ospedale. Giovanna Cavedoni, 85 anni, insegnante in pensione, è stata operata sabato pomeriggio. È ricoverata in rianimazione e le sue condizioni sono stabili. Le fratture multiple alle gambe hanno subito preoccupato i medici anche per le possibili reazioni collaterali su una persona così in avanti negli anni. Gamba ingessata fino al ginocchio anche per la figlia, Simona Colarieti, 45 anni, impiegata a Camp Darby e gesso a un piede anche per il suo compagno, Gregory Boyton 69 anni, pensionato della base americana di Tirrenia. L’impatto con il suolo dopo un volo in picchiata per una dozzina di metri è stato traumatico per tutti con effetti più gravi per l’ex professoressa delle medie. A polizia e vigili del fuoco i tre sopravvissuti lo hanno ripetuto più volte: «Dopo aver premuto il pulsante sono trascorsi alcuni secondi e poi siamo precipitati». Il cavo di collegamento con la cabina è stato trovato sfilacciato e nessuna risposta è arrivata dai cavi che avrebbero dovuto garantire la “frenata” dell’ascensore lanciato a tutta velocità fino allo schianto nel pozzetto a terra.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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