La manifestazione
Sciopero selvaggio, Filt-Cgil condannata per i pullman fermi
Il sindacato dovrà pagare una sanzione di 4000 euro. La motivazione: «Ha avuto un ruolo attivo nella protesta»
PISA. La lotta per la difesa del salario costa cara ai sindacati. La prima sezione lavoro del tribunale di Roma ha condannato in appello la Filt-Cgil di Pisa al pagamento di 4.000 euro, imputando al sindacato un ruolo attivo nell’organizzazione e nello svolgimento dello sciopero selvaggio dei bus del dicembre 2013, quando i dipendenti della Ctt Nord paralizzarono per due giorni l’intera provincia di Pisa e per 24 ore Livorno per protestare contro la disdetta del contratto integrativo e la decurtazione di 250 euro mensili dagli stipendi. Annullata invece la pena alla Filt-Cgil di Livorno.
Il tribunale ha accolto solo in parte il ricorso presentato dal sindacato degli autoferrotranvieri per chiedere che «fosse accertata l’illegittimità» della delibera dell’aprile 2014 con la quale la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha sanzionato per oltre 25.000 euro complessivi le segreterie provinciali di Pisa e Livorno della Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Trasporti. Secondo la Filt, la protesta è nata spontaneamente e l’intervento del sindacato è stato finalizzato «a gestirla ed evitare un’eventuale degenerazione».
L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha imputato però ai sindacati la responsabilità dello sciopero dei lavoratori della Ctt Nord che per due giorni mise in ginocchio il servizio di trasporto pubblico locale, contestando alle organizzazioni sindacali il «mancato esperimento delle procedure di raffreddamento e di conciliazione, il mancato rispetto del termine di preavviso dello sciopero, la mancata predeterminazione della durata e delle modalità dell’astensione, l’eccessiva durata della prima azione di sciopero, la mancata garanzia delle prestazioni indispensabili, il mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva, in considerazione del fatto che era stato precedentemente proclamato un altro sciopero».
L’Autorità aveva chiesto una pena di 8.000 euro per la Filt-Cgil; di 5.000 euro ciascuna per Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal; e di 2.500 euro per l’Ugl Trasporti. Il tribunale di Roma ha annullato la sanzione chiesta per la Filt-Cgil di Livorno in quanto «la delibera di apertura della procedura non le sarebbe stata notificata, non potendo esercitare il proprio diritto di difesa partecipando all’audizione disposta dalla Commissione», ma confermato la pena economica per la segreteria di Pisa. I rappresentanti sindacali pisani, secondo la sentenza, «avuto notizia dell’astensione spontanea degli autisti, decisero di aderire alla mobilitazione e svolsero un’attiva funzione di organizzazione della protesta, conducendo assemblee e trattative dirette ad ottenere dalla controparte datoriale concessioni in cambio della cessazione dell’agitazione.
Di tutta questa attività- si legge nella sentenza - il sindacato ha poi pubblicamente rivendicato la responsabilità». Respinto invece il ricorso della Uiltrasporti, condannata al pagamento di 5.000 euro, mentre sono in fase di valutazione quelli presentati dalla Faisa-Cisal e dalla Fit-Cisl.
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