La protesta
Stalking, Buscemi in aula sulla ex «Persona gelosa e schizofrenica»
L’attore racconta la sua versione sul tormentato rapporto concluso con la querela della donna «L’ho aiutata a trovare lavoro e gradiva l’ambiente frequentato grazie a me». Il ruolo degli sms
PISA. Una storia d’amore, finita in querela, raccontata attraverso centinaia di sms. Nel processo per stalking a carico dell’attore e regista Andrea Buscemi il filo conduttore delle versioni dei protagonisti in causa, dall’imputato alla parte civile, si regge sugli scambi dei messaggini.
Ieri nell’aula al terzo piano del Tribunale, Buscemi è stato sentito nel corso di un lungo esame chiesto dalla difesa, gli avvocati Carlo Di Bugno e Rubina Colombini.
Non ammessi 3 cellulari. Il giudice Paola Giovannelli ha respinto la richiesta della difesa di far acquisire agli atti 3 telefonini in uso a Buscemi con relativi sms, video e foto.
«Li abbiamo trovati dopo l’inizio del processo e chiediamo, come è stato fatto per la parte civile, che siano oggetto di perizia» ha rimarcato l’avvocato Di Bugno. Ma anche la consulenza di parte sul contenuto dei cellulari non è entrata nel processo. Su entrambe le richieste sia l’accusa, il pm onorario Vincenzo Molinaro, che i legali della parte civile, Federica Mondani e Maria Concetta Gugliotta, hanno espresso un netto rifiuto.
L’inizio. Buscemi ha ripercorso gli inizi della storia con la sua ex, Patrizia Pagliarone durata dal gennaio 2007 alla fine del 2009 con la presentazione della querela. È stata una deposizione durata quasi 6 ore, iniziata in tarda mattinata e terminata nel tardo pomeriggio.
Sms scambiati. Il nucleo centrale della difesa ha voluto rappresentare il rapporto tra i due come quello di una coppia che tra alti e bassi, e il barometro degli sms segnala i periodi di burrasca e d’intesa, porta avanti una relazione. Non solo. Anche ieri Buscemi ha sottolineato che nella querela presentata dall’ex compagna non comparivano numerosi sms utili a dimostrare, secondo le considerazioni della difesa, le ragioni del regista. Messaggi affettuosi spediti dopo gli episodi citati nella denuncia contro l’attore.
«Il legame con la signora Pagliarone è iniziato nel gennaio 2007 – ha esordito Buscemi –. Mi manifestò l’esigenza di trovare un’occupazione e io le procurai un posto in un albergo del centro dal settembre al dicembre da dove se ne andò dopo aver litigato con la proprietaria. Mi chiedeva del mio lavoro e percepivo che le faceva piacere frequentare l’ambiente dello spettacolo. Diciamo che mostrava di gradire persone e posti che frequentava grazie a me. E così dal gennaio 2008 la presi a lavorare con me all’epoca della direzione artistica dell’emittente tv 50 Canale».
La gelosia. Buscemi ha rimarcato le frequenti scenate di gelosia sopportate nel corso della relazione. «Devo dire che Patrizia aveva dei comportamenti schizofrenici – ha aggiunto l’imputato -. Passava da momenti di grande affetto a periodi in cui non si faceva trovare. Nel marzo 2008, in occasione di una mia mostra di pittura in una galleria in piazza Santa Caterina, solo per la presenza della mia ex moglie inscenò una gazzarra davanti a centinaia di persone. Nell’uscire dalla galleria cercai di calmarla perché la vedevo che stava male. In piazza prese la bici che, nella concitazione, cadde a terra. Una testimone, per giunta era la presidente della Casa della donna, vide la scena senza, però, capirne l’origine e iniziò ad aggredirmi pensando che avesse fatto cadere la bicicletta volutamente. A quel punto chiamai le forze dell’ordine».
Alla domanda dell’avvocato Di Bugno se dopo quella scenata l’allora compagna si rifece via, Buscemi ha risposto: «Mi ricercò il giorno dopo e la storia riprese come se nulla fosse».
A scandire la relazione tormentata tra i due ci sono ancora gli sms scambiati. È il punto centrale della difesa. «Nel marzo 2008 la Pagliarone comprò casa in via Volturno e io pagai architetto e notaio oltre a parte della ristrutturazione – ha aggiunto l’attore -. Era lei che spingeva per una convivenza». Prossima udienza il 10 luglio con la prosecuzione dell’esame dell’imputato.
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