Gioco
Produttività, sono in ballo 1.500 euro in un anno
PISA. La protesta dei dipendenti comunali di giovedì scorso contro la mancata erogazione del premio di produttività dello scorso anno, sfociata nell'occupazione degli uffici del sindaco a Palazzo...
PISA. La protesta dei dipendenti comunali di giovedì scorso contro la mancata erogazione del premio di produttività dello scorso anno, sfociata nell'occupazione degli uffici del sindaco a Palazzo Gambacorti, alza il velo sulla contrattazione decentrata e sull'assegnazione, a personale e dirigenti, dei premi di produttività. Un incentivo che viene distribuito ai lavoratori al raggiungimento di determinati obiettivi che il Comune fissa ogni anno.
La produttività si basa su piani di programmazione che devono apportare miglioramenti ai servizi per i cittadini e viene calcolata su un fondo, composto da una parte fissa e una variabile, che Palazzo Gambacorti ha fissato per il 2014 in poco più di quattro milioni di euro. Il singolo lavoratore viene valutato dal dirigente dell'area di appartenenza, prendendo in considerazione la prestazione svolta nel corso dell'anno sulla base del Peg, il piano esecutivo di gestione approvato dalla giunta dopo l'adozione del bilancio. Il Peg specifica gli obiettivi che la giunta intende raggiungere e li attribuisce ai dirigenti insieme alle risorse (finanziarie, umane e strumentali) necessarie per il loro conseguimento.
Dal nuovo piano della comunicazione del consiglio comunale all'individuazione delle attività esposte a fenomeni corruttivi. Dalla razionalizzazione del sistema delle società partecipate alla promozione sul mercato immobiliare dei beni comunali in via di alienazione fino alla predisposizione dell'aggiornamento del regolamento sulla cremazione e della polizia mortuaria. Sono solo alcuni delle decine di obiettivi che la giunta ha programmato per il 2014.
Alla fine del percorso i dirigenti valutano il lavoro svolto dai dipendenti, ai quali, attraverso un voto finale, viene assegnata la percentuale di produttività. La media di premio che annualmente viene erogato ai singoli dipendenti che hanno ottenuto il 100% di produttività si aggira intorno ai 1.500 euro lordi. Non sempre però le valutazioni sono positive. Nel 2012, su 729 dipendenti, 19 non hanno percepito la produttività in quanto è emersa la non valutabilità dell'operato. In quattro invece hanno ottenuto un punteggio inferiore al 60% che non ha dato luogo all'erogazione del premio.
Il meccanismo, comunque, è assai complesso. Lo scorso anno si è inceppato e ha prodotto una perdita salariale per ogni dipendente di circa 300 euro «per - accusa la Rsu di Palazzo Gambacorti – responsabilità dell'amministrazione che ha assegnato in ritardo gli obiettivi ai dirigenti, comportando una decurtazione del fondo variabile di circa 220.000 euro rispetto all'anno precedente».
Il contratto decentrato integrativo del personale dirigente segue invece un percorso diverso. Nel 2012, il fondo messo a disposizione per i 18 dirigenti era pari a 772.761 euro. Il contratto prevedeva una retribuzione di posizione pari all'84,5% del fondo e una retribuzione legata al risultato pari al 15,5% delle risorse messe a disposizione. Ad una cifra che varia da 33.253 a 42.753 euro di retribuzione legata alla posizione, ai dirigenti sono stati erogati, in totale, ulteriori 70.231 euro come premio di risultato.
Quest'ultimo viene assegnato sulla base della valutazione eseguita dall'Oiv (organismo indipendente di valutazione), formato da tre componenti. L'ultimo organismo è stato nominato nel gennaio 2014 e rimarrà in carica fino al 2017 con compensi che vanno da otto a dodicimila euro a testa, per un totale di 28.000 euro.
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