Sicurezza
Rossi presidente, è lui l’unico pisano nella giunta toscana
Mazzeo dovrà fare da “cerniera” tra Regione e partito Giglioli e Trapani in corsa per la segreteria provinciale Pd
PISA. Enrico Rossi ha presentato la sua nuova giunta. Non ci sono pisani, di città o della provincia, tranne lo stesso governatore. Proprio come nella precedente legislatura. Pisa esprime il presidente e questo deve bastare. «Era scontato», si dice nelle segrete stanze del Pd. Eppure qualcuno aveva pensato ad un colpo di coda, dopo che era circolato per giorni il nome di Sabina Nuti, che insegna gestione delle imprese alla Scuola Sant’Anna. Una casella Rossi deve ancora riempirla, ma pensa a Siena.
Colpo di scena. L’idea, o suggestione, era che il presidente cercasse così di recuperare consenso a Pisa, visto che il responso delle urne (voto in città) non era stato granché: si è fermato al 38,6% e dunque i pisani lo avrebbero costretto al ballottaggio. Secondo alcuni paga la battaglia degli aeroporti, per altri la divisione nella medesima area di partito tra Ferrucci e Nocchi. Nel collegio provinciale il governatore ha raccolto di più arrivando al 45,2%. Al di là di tutto, niente colpo di scena in ottica pisana: Rossi ha preferito replicare il vecchio schema.
Il ruolo di Mazzeo. Il peso di Pisa a Firenze, insieme a Rossi, o forse anche oltre Rossi, deve ora portarlo Antonio Mazzeo, forte delle diecimila preferenze raccolte come consigliere regionale. Per Mazzeo si è parlato a lungo di una nomina a capogruppo del Partito democratico nel consiglio toscano. Invece non sarà così. Avrà un ruolo meno vincolato agli aspetti amministrativi, ma per tanti versi di maggiore responsabilità: mantiene l’organizzazione del partito regionale, in una prospettiva di rilancio dopo gli ultimi rovesci ai ballottaggi. Una richiesta arrivata a Mazzeo direttamente dal segretario regionale del Pd, Dario Parrini. Il neo consigliere avrà, in pratica, il ruolo di interfaccia tra partito, governatore e giunta toscana. Una sorta di referente diretto all’interno di un compito più politico: così dovrà assicurare a Pisa il dovuto risalto negli equilibri complessi con Firenze e, più in generale, tra la costa toscana e l’area metropolitana.
Il segretario e gli aeroporti. Quanto avviene nel capoluogo non è certamente svincolato dalle mosse in città, dove oggi si riunisce la direzione provinciale del partito. «Una nuova stagione e una nuova classe dirigente» è lo slogan-apertura-svolta arrivato da più parti. Ma sono tutti d’accordo, a cominciare dalla componente dalemiana-cuperliana che, almeno in città, una sua fetta di voti l’ha mantenuta? La scelta che dovrà avvenire del nuovo segretario provinciale spiegherà molto, mentre avanzano le spinte per una proposta giovane, come Simone Giglioli o Matteo Trapani. A proposito di equilibri Pisa-Firenze, non si dimentichi che tra un mese sarà definito il nuovo consiglio di amministrazione della società unica degli aeroporti. Su quindici componenti, Pisa ne esprimerà tre come soci di minoranza (una donna). Nomi? Pierfrancesco Pacini (Camera di Commercio), forse Angela Nobile (Comune), poi una scelta della Fondazione Pisa. Ci saranno inoltre, su indicazione di Corporacion America, l’ad Gina Giani e probabilmente Stefano Bottai. In più, la Regione dovrebbe concordare con il sindaco Filippeschi il suo candidato.
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