Sicurezza
«L’ha uccisa dopo una lite iniziata in casa»
Per gli inquirenti il litigio scoppiò con la scoperta dell’identità dell’amante da parte di Roberta
PISA. Rilancia con forza la fondatezza dell’impianto accusatorio e definisce quello che ritiene sia stato l’effetto scatenante della lite sfociata nell’omicidio.
Per la Procura della Repubblica e il suo reggente, Antonio Giaconi il gup avrebbe dovuto soppessare meglio la mole investigativa squadernata in migliaia di pagine.
«L'unica possibile ricostruzione dei fatti, che avrebbe dovuto trarne il gup dagli elementi sopra richiamati è, infatti, la seguente» è il prologo messo nero su bianco nel ricorso in Cassazione contro il proscioglimento di Logli. La ricostruzione prosegue: «In casa Logli, dove erano presenti il Logli, la Ragusa e i due figli, scoppiò una lite violentissima, verosimilmente causata dalla scoperta, da parte della Ragusa, dell'identità dell'amante del marito. La lite fu di tale violenza da indurre la donna a fuggire di casa, a piedi verso via Gigli, così come si trovava vestita. Il Logli, uscì con la Ford Escort SW per raggiungerla, ma decise cambiare macchina, accorgendosi di essere stato visto dal Gozi. Riuscito con la Citroën C3, intercettò la moglie su via Gigli, dove, nonostante la resistenza della donna e le sue urla di aiuto, la costrinse a salire in macchina. La donna per difendersi lasciò dei segni sul volto e sulle mani del Logli, testimonianza dell'ultimo disperato tentativo di difendersi».
La Procura ipotizza anche quello che potrebbe essere successo dopo lo scontro fisico. «Dopo la lite di via Gigli, non si hanno più notizie, quantomeno dotate di una qualche, anche minima, affidabilità, dell'esistenza in vita di Roberta Ragusa – concludono gli inquirenti –. Inevitabile concludere che il Logli, dopo aver caricato in macchina la moglie, in diretta continuazione con quella condotta violenta iniziata a casa e proseguita in strada, l'abbia uccisa, occultandone poi il corpo nel corso della notte».(p.b.)
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