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E qualcuno è andato a dormire in hotel

E qualcuno è andato a dormire in hotel

PISA. La magnificenza offuscata dal degrado, lo spettacolo sovrastato dalle polemiche: la Luminara, da evento di respiro nazionale, diventa un problema di ordine pubblico. Alcuni residenti del centro...

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PISA. La magnificenza offuscata dal degrado, lo spettacolo sovrastato dalle polemiche: la Luminara, da evento di respiro nazionale, diventa un problema di ordine pubblico. Alcuni residenti del centro storico sono stati costretti a “rifugiarsi” negli alberghi periferici per sfuggire a quella che è stata una notte di movida straordinaria, mentre i Comitati dei cittadini insorgono e qualcuno chiede di sospendere la festa.

«Alla fine – sottolinea Rita Rocca del comitato “La Cittadella” - l'immagine che rimane impressa di questa festa è la distesa di bottiglie e rifiuti che invade le strade del centro storico e quel sentimento di frustrazione e rabbia di fronte ad una città trasformata in un divertificio».

La bellezza, quella dei lungarni illuminati dai 120.000 lumini, che contrasta con le strade del centro storico, trasformate in «una bolgia infernale» con «musica altissima e concerti improvvisati che sono andati avanti tutta la notte».

«Bisogna smettere di pensare la Luminara come un grande evento – prosegue Rocca -, ma considerarla come una festa per rendere onore al santo patrono della città, con l'eleganza e la magnificenza che l'ha sempre contraddistinta. Qualche anno fa il bello della Luminara era la fine, quando le luci iniziavano a spegnersi e si potevano apprezzare la magia e l'atmosfera della festa. Adesso il “dopo” è diventato un qualcosa di spaventoso e purtroppo tutto ciò vanifica il grande lavoro e lo sforzo economico che il Comune negli ultimi anni ha fatto per rilanciarla».

Alcuni residenti delle “piazze calde” (Vettovaglie e Chiara Gambacorti), dopo lo spettacolo pirotecnico, hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e passare la notte negli alberghi della periferia per sfuggire ai concerti e alla baldoria andata avanti quasi fino all'alba. Per regolamentare il problema, secondo il comitato di Mezzogiorno bisognerebbe chiedere «una fideiussione agli organizzatori dei singoli eventi e colpirli economicamente in caso di sforamento degli orari e dei limiti di decibel previsti dall'autorizzazione». Una concezione della festa che secondo Francesco Pozzi, presidente del comitato di Santa Maria, influisce negativamente sul giudizio dell'Unesco, da cui la città aspetta un riconoscimento per una storica ricorrenza che non ha eguali nel mondo.

«Alla base del degrado ci sono un uso e una concezione distorta della città che critichiamo continuamente con il fenomeno della movida e che non è da meno per la Luminara. Anzi. La festa andrebbe sospesa – attacca Pozzi -. È inutile candidare l'evento a patrimonio immateriale dell'umanità quando si trasforma in un delirio collettivo, durante il quale viene autorizzata la vendita di alcolici e di cibo ovunque, senza contare i venditori abusivi. Se la Luminara deve essere anche questo, non ha senso organizzare una festa con effetti spettacolari e fuochi d'artificio, ma con conseguenze devastanti».

Due facce della stessa medaglia che secondo Pozzi si ripercuote sul giudizio dell'Unesco e sull'immagine della città. «La festa è tutt'uno, spettacolo e degrado: non si può pensare che a contare sia solo ciò che accade sui lungarni – prosegue Pozzi -. Le scene che un turista o un cittadino è costretto ad assistere nel resto del centro influiscono sulla valutazione finale della festa, mentre molti pisani in occasione della Luminara scappano da Pisa perché è ormai diventato un evento non controllato e non controllabile, così come la movida. Manca una cabina di regia e la volontà di ristabilire la vivibilità della città – conclude il presidente del comitato di Santa Maria -, dove ormai è prevalso il concetto che a Pisa si può fare tutto quello che si vuole». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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