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Condanne fino a 4 anni per la rapina al tassista
La pena più severa inflitta al capo della gang considerato l’ideatore del colpo I tre complici patteggiano per quella notte di follia con botte e violenze gratuite
PISA. Tre patteggiamenti e una condanna in abbreviato per chiudere i conti con la giustizia dopo la “Notte brava”. Così la polizia battezzò l’operazione conclusa con l’arresto e la denuncia dei protagnisti di quelle ore di follia che tra il 22 e il 23 luglio 2014 videro quattro giovani rapinare e picchiare un tassista.
La pena più alta è stata inflitta a Gianluca Caravelli, 31 anni, nato a Genova, con residenze irregolari tra Pisa e Pontedera: il gip Giuseppe Laghezza lo ha condannato in abbreviato a 4 anni. Era ritenuto il leader della banda che la scorsa estate architettò e mise in pratica rapina e pestaggio ai danni di Franco Tinagli, 66 anni, di Ghezzano. Una violenza selvaggia a colpi di casco in faccia e minacce con un coltello per portargli via 700 euro.
Sentenze di patteggiamento, con il consenso del pm Giancarlo Dominijanni, a 2 anni e 6 mesi per Nico Possenti, 22 anni, di Pisa; a 2 anni e 6 mesi per Francesco Di Lupo, 29 anni, di Pisa; a 2 anni un mese e 10 giorni per Jessica Valentini, originaria di Voghera, l’unica a beneficiare della sospensione condizionale. All’epoca venne solo denunciata. Il suo contributo testimoniale fu utile agli investigatori della squadra mobile per arrivare al fermo degli altri componenti la gang. I quattro salirono sulla Focus di Tinagli la sera del 22 luglio 2014 alla stazione di Pisa. Lo portarono con una scusa nella frazione di Castel Maggiore a Calci dove l’uomo venne picchiato e rapinato.
Secondo gli inquirenti il "capo" del gruppo era Caravelli considerato l’ideatore della rapina. Possenti era quello che, accanto al conducente del taxi, lo aveva colpito al volto con un casco provocandogli lesioni al sopracciglio destro e 5 punti di sutura. Di Lupo, invece, stava seduto dietro all'altezza del guidatore, ed era quello che afferrò Tinagli alle spalle immobilizzandolo. La ragazza era presente al momento della rapina, ma non fece niente contro il tassista, salvo poi spartirsi parte del bottino. Mentre Caravelli sarebbe sceso dall'auto, una Ford Focus, per poi puntare un coltello alla gola del tassista minacciandolo di uccidere lui e i suoi familiari se i pin delle carte di credito che avevano preso dal portafogli del tassista si fossero rivelati falsi.
Tinagli venne incappucciato con una pettorina catarifrangente e lasciato da solo all'1,30 di notte nel parcheggio sterrato sopra Calci. La Ford Focus venne lasciata e ritrovata nel primo pomeriggio di mercoledì 23 luglio 2014 in via Coccapani, dietro gli uffici della Procura della Repubblica. Ai quattro la polizia arrivò grazie alle telecamere della stazione. Prima di salire sul taxi il quartetto venne visto nello scalo ferroviario. Fondamentali furono poi i fotogrammi che immortalarono uno della banda con un casco in mano in piazza della Stazione poco prima di salire sul taxi per una corsa folle in una notte brava da balordi.
Il tassista non si è costituito parte civile. Spiega con amarezza: «Questi giovani non hanno niente. Mi è stato spiegato che nel caso in cui non potessero pagare le spese processuali toccherebbe alla parte civile farsene carico. Ecco, ho voluto evitare questa beffa».
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