Il Tirreno

Pisa

LE REAZIONI

"Quella gente si deve solo vergognare"

Al centro il professor Bruno Di Porto
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Al centro il professor Bruno Di Porto

Lo sfogo del docente Di Porto bersagliato dagli imputati con la collega Bernardini e l’onorevole Fontanelli

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PISA. «Non mi costituirò parte civile. Quello che, però, è importante e che questi odiatori del genere umano si rendano conto in quale pantano sono finiti. Si devono vergognare». Il professor Bruno Di Porto, 82 anni, residente a Navacchio, membro della comunità ebraica di Pisa, presidente dell'Associazione italiana per l'ebraismo progressivo e già professore di storia del giornalismo e storia contemporanea all'Università di Pisa, è uno dei tre pisani, con la collega Francesca Bernardini, finiti nella lista di proscrizione stilata dai siti online promossi dai sette imputati di diffamazione e istigazione all’odio razziale.

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Il suo nome, come quello di altri 162 docenti universitari di tutta Italia, era comparso nell’elenco pubblicato sul web e quei docenti erano definiti «servi della cupola mafiosa ebraica in Italia». «Intanto voglio lodare la Procura di Bolzano e la comunità ebraico di Merano per aver portato avanti questa battaglia – prosegue il professore –. Più che la costituzione di parte civile, che alla mia età mi creerebbe qualche problema pratico dovendo spostarmi fino a Bolzano, è importante che ci sia una condanna politica e morale di questi fatti. E voglio aggiungere anche il disprezzo e la speranza che venga stroncata questa propaganda nazista sul web. Quegli scritti sono talmente vuoti e assurdi che meritano solo la mia netta riprovazione».

Nel febbraio 2011 il nostro giornale pubblicò la notizia di una schedatura di 78 famiglie ebree pisane da parte di uno dei due siti (con server in Florida e di difficile identificazione) nei quali si faceva propaganda antisemita. Quei nomi erano in gran parte inventati. Ma il gesto aveva, comunque, un’ispirazione inquietante. Sull’argomento due parlamentari del Pd, Emanuele Fiano e Paolo Fontanelli, presentarono un’interrogazione. E in quel modo si si piazzarono al centro del mirino del gruppo antisemita. Si legge nella richiesta di rinvio a giudizio: «I deputati del Partito Democratico Emanuele Fiano e Paolo Fontanelli sono raffigurati con il “666” sulla fronte e, a margine delle loro immagini, si legge “I Nazisti Ebrei Emanuele Fiano e Paolo Fontanelli predicano la superiorità della razza ebraica contro i non ebrei. Chiediamo al Ministro Maroni di intervenire per bloccare l’attività razzista e denunciarli alla magistratura ai sensi della legge Mancino che condanna la diffusione di idee razziste e discriminatorie. Noi diciamo NO alla Mafia Ebraica». (p.b.)

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