Il Tirreno

Pisa

Odio razziale, professori e politici nel mirino

Pietro Barghigiani
Una pagina del sito antisemita contro il quale fu presentata un’interrogazione dall’onorevole Fontanelli (Pd)
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Una pagina del sito antisemita contro il quale fu presentata un’interrogazione dall’onorevole Fontanelli (Pd)

Chiesto il processo per sette persone accusate di antisemitismo su Internet. Vignette offensive contro gli ebrei e liste di proscrizione

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PISA. Liste di proscrizione e offese antisemite. Una campagna sul web infarcita di odio e scherno verso gli ebrei e chi, secondo gli autori delle pubblicazioni, dimostrano di esserne amici Tutto nasce da due siti www.holywar.tv e www.holywar.org i cui contenuti hanno portato prima alla denuncia e poi alla richiesta di rinvio a giudizio di 7 persone da parte della Procura della Repubblica di Bolzano dove è stata presentata la prima querela. I reati contestati vanno dall’istigazione all’odio razziale alla diffamazione a partire dal 2011.

I “bersagli” pisani. Tra le 300 parti offese, che vanno da Papa Bergoglio a Berlusconi e ai successivi presidenti del consiglio, Monti e Renzi, ci sono anche quattro pisani. Sono l'ex premier, Enrico Letta, il deputato del Pd Paolo Fontanelli,  l’ex docente universitario e storico, Bruno Di Porto, residente a Navacchio e la professoressa dell’ateneo pisano, Francesca Bernardini.

Verso il processo. A novembre il gup del Tribunale di Bolzano esaminerà la richiesta della Procura nei confronti di Alfred Olsen 64 anni, nato a Genova, ma cittadino norvegese, considerato l’ideologo e il principale ispiratore delle farneticazioni; Scipione Antonio Rino Tagliaferro, 48 anni , napoletano; Paolo Baroni, 56 anni di Ferrara; Claudio Fauci, 51 anni di Nola (Napoli); Aniello Di Donato, 31 anni di Santa Maria Capua Vetere ma domiciliato in Germania; Salvatore Panzica, 73 anni leccese e Luca Schiano Di Pepe, 40 anni, residente a Napoli.

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Le accuse. Secondo l’accusa i sette «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e con altre persone ancora da individuare, accomunati da una vocazione ideologica antisemita, contribuivano alla propaganda e alla diffusione sul circuito internet attraverso la sezione italiana dei sito web www.holywar.tv e www.holywar.org, di idee fondate sull’odio razziale o etnico e sulla discriminazione, per motivi religiosi, nei confronti della comunità ebraica; siti di propaganda discriminatoria nei confronti della comunità ebraica in seno ai quali venivano diffusi. In moltissime lingue, messaggi, volantini, vignette, immagini, video e registrazioni audio, cartoni animati, spot e trasmissioni radiofoniche (quali “Süss l’Ebreo” e “Die Rotschild”) intrisi di contenuti offensivi antiebraici nei quali l’ebreo è descritto come trasandato, malconcio, con naso aquilino, spilorcio e sempre pronto ad accaparrarsi denaro, poster, comunicati stampa, e animati da idee fondate sull’odio razziale e religioso nei confronti degli ebrei, sul negazionismo dell’olocausto e della Shoah, sull’odio, il disprezzo e la denigrazione nei confronti dei sionisti, dello Stato d’Israele, degli ebrei e della loro religione». La posizione più delicata è quella di Olsen, Tagliaferro e Panzica accusati di «promozione e direzione di un gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione del popolo ebraico per motivi religiosi».

Le frasi. Il gruppo aveva fondato anche un manifesto culturale, il “Movimento di resistenza popolare. L’alternativa cristiana” che conteneva i seguenti annunci: «Nel nome del Padre del Figlio e della Spirito Santo. Amen. I nemici satanici di Dio e del popolo, i rappresentanti dal capitalismo di stato marxista, dal capitalismo liberale e dal sionismo in collaborazione con l’ordine massonico internazionale, hanno infiltrato la Chiesa con il disegno di distruggere la Civiltà Cristiana e rimpiazzarla con una filosofia materialista della vita e con il mammonismo». E ancora «gli ebrei incarnano il male assoluto» rappresentati sui due siti internet dall'icona satanica associata al numero "666". Negli scritti diffusi sul web il delirio ideologico si spinge a definire gli ebrei «un popolo contro cui bisogna combattere una guerra santa» additandolo anche come responsabile della strage alla stazione ferroviaria di Bologna o della crisi economica in atto. Lo stato di Israele viene definito "nazista".

Papa e vip tra le parti offese. A scorrere l’elenco delle 300 persone trasformate nel bersaglio delle invettive antisemite c’è da dire che gli imputati non si erano risparmiati. Ci sono Papa Francesco e Papa Benedetto XVI, vari cardinali, l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e poi Mario Monti, Enrico Letta (se la prendono anche con la moglie, la giornalista Gianna Fregonara), Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Segue una parata di ministri passati e in carica, ex leader sindacali, e personaggi della finanza, dell’industria e dell’editoria come Carlo De Benedetti, Mario Draghi, presidente dell Bce, Sergio Marchionne e John Elkann. Spettacolo e stampa sono rappresentati da Roberto Benigni, Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Giuliano Ferrara, Roberto Saviano, Gad Lerner e Enrico Mentana. Sono 300 i personaggi messi alla gogna del web dagli imputati con un corredo di attacchi che a novembre il giudice valuterà se si trasformeranno in un processo.

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