Il Tirreno

Pisa

sull’autobus della Lam rossa

Tentano di borseggiare due turiste

Tentano di borseggiare due turiste

Le due nomadi, rimesse in libertà perché incinte, arrestate 20 volte

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PISA. Autobus affollato da numerosi turisti e due nomadi ben vestite che scelgono l’obiettivo tra i passeggeri più sprovveduti.

Le due donne sono Behara Omerovic, 36 anni, e Selma Omerovic, 34 anni, ambedue in stato interessante e provenienti da un campo rom di Roma. Hanno un palmares di tutto rispetto: hanno collezionato oltre venti arresti a testa. Le vittime delle due nomadi in trasferta sono due turiste (mamma e figlia) di origine cinese, ma residenti in Usa. Un giochino facile facile, che si svolge all’interno della Lam Rossa. Ma le due nomadi non hanno fatto i conti con l’autista del bus, una conducente che aveva notato i movimenti sospetti delle nomadi fino a quando borseggiavano una turista. La conducente fermava il bs e chiamava il 112. La pattuglia dei carabinieri trovava la Lam rossa ferma in via Bonanno mentre all’interno l’autista parlava animatamente con le due nomadi. Oltre alla pattuglia del Norm, sul posto giungeva una pattuglia della stazione di Porta a Mare.

All'arrivo dei carabinieri, la nomade che si era impossessata del portafogli della turista, lo aveva gettato per terra tra i sedili dove era stato poi recuperato dalla vittima. Ma è emerso che anche l’altra turista, madre della prima vittima, era stata a sua volta bersaglio di un tentato furto con destrezza. In particolare la donna, accortasi in tempo che una delle nomadi aveva le mani all’interno della sua borsetta, aveva urlato attirando l’attenzione della figlia la quale, distratta dalle grida della madre, a sua volta aveva subito il furto del portafogli.

Impressionante l’elenco di precedenti delle due nomadi: pagine e pagine, entrambe gravate da più di venti arresti a testa e numerose altre denunce, sempre per reati contro il patrimonio, furti ma anche rapine. Entrambe risultano regolari sul territorio nazionale e presenti dall’inizio degli anni 90, provenienti dalla Bosnia, con permesso di soggiorno per cure mediche. Il magistrato, informato dell’arresto delle due, di fronte all’evidente stato interessante di entrambe le nomadi è stato costretto a disporne la liberazione. Così, mentre i militari continuavano a scrivere gli atti relativi alla vicenda, le due sono state rimesse in libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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