Sicurezza
Provincia, uno spiraglio per gli addetti agli appalti
Quaranta lavoratori del portierato e delle pulizie rischiano di perdere il posto ma forse c’è la possibilità di prolungare il servizio con l’intervento della Regione
PISA. Si apre un piccolo spiraglio per i quaranta lavoratori esternalizzati della Provincia di Pisa che dal primo luglio rischiano di perdere il posto. La Regione si è detta disponibile a convocare, probabilmente già per la prossima settimana, il tavolo dell'Osservatorio regionale sugli appalti per affrontare, nel processo di riorganizzazione delle Province, il nodo della salvaguardia del personale esternalizzato e dei servizi resi.
Il tavolo ha l'obiettivo di verificare la disponibilità economica e quindi anche la possibilità di espletare nuove gare di appalto e prolungare i rapporti di lavoro, dopo il sì del Consiglio dei ministri al decreto enti locali arrivato giovedì scorso per allentare i vincoli del patto stabilità interno.
Il tempo però stringe e per i 40 lavoratori impiegati nel servizio di portierato e pulizie il 30 giugno potrebbe essere l'ultimo giorno di lavoro. Tra poco più di quindici giorni scadono i contratti di appalto stipulati dall'ente di piazza Vittorio con le cooperative Cft, Axis e Melograno. La Provincia, senza un intervento della Regione, non ha più i soldi necessarie per rinnovare gli appalti.
Ieri i lavoratori hanno incrociato le braccia e partecipato ad un'assemblea pubblica promossa da Cgil, Cisl e Uil sulla riorganizzazione delle Province, durante la quale è stata ribadita la necessità di mettere al più presto in atto tutte le misure per il mantenimento delle funzioni e dei livelli occupazionali. All'incontro, oltre ai segretari generali dei sindacati confederali e quelli delle singole categorie, hanno partecipato anche i rappresentati delle istituzioni e di alcune forze politiche. Presenti pure alcuni dipendenti diretti della Provincia che hanno espresso solidarietà ai lavoratori esternalizzati.
«La volontà di verificare la disponibilità economica e di cercare le possibili soluzioni con la convocazione del tavolo regionale è un primo passo in avanti – commentano alla Cgil -, ma non saremo soddisfatti fino a quando non sarà assicurato un futuro ai lavoratori».
Intanto i Cobas criticano l'amministrazione provinciale per aver emanato un ordine di servizio con cui avrebbe “ordinato” ai suoi dipendenti di sostituire i lavoratori esternalizzati, in particolare quelli addetti al servizio di portierato, durante lo sciopero.
«Da tempo - sottolinea in una nota il sindacato di base - il datore di lavoro può sostituire gli scioperanti con personale di livello pari o inferiore a dimostrazione che il diritto di sciopero non esiste più in Italia. Il fatto che una pubblica amministrazione scelga, alla stregua di Marchionne, di sostituire il personale delle cooperative con suoi dipendenti è un atto politico di inaudita gravità. Le sostituzioni hanno lo scopo di depotenziare la loro lotta, facendo prefigurare anche un comportamento antisindacale».
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